gennaio, 2009

31 Gennaio: festa di san Giovanni Bosco

sabato, gennaio 31st, 2009

s0131La festa di san Giovanni Bosco è un soffio di aria pura e di slancio apostolico perché egli ispirava e comunicava la gioia.
Già da ragazzo aveva fondato una “società” con il motto “Guerra al peccato”: la gioia viene dalla vittoria sul peccato.
“Rallegratevi nel Signore sempre…”. Dio è grande, e noi siamo come bambini bisognosi di tutto davanti a un Padre onnipotente che si occupa amorevolmente di noi.
E la fiducia in lui che genera la gioia: fiducia e riconoscenza perché da Dio riceviamo tutto.
Come possono dei bambini essere tristi quando sono colmati di doni?
Fiducia e riconoscenza ci conducono alla conversione che Gesù chiede come condizione per entrare nel regno dei cieli: diventare come i bambini.
Mentre Paolo nella prima lettura invita gli educatori a farsi modello per i bambini tanto da poter dire: “Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me è quello ché dovete fare”, la pagina del Vangelo ci esorta a imparare dai bambini a ricevere da loro.
Sono i due aspetti dell’educazione.
Un altro grande educatore Antonio Rosmini, diceva ai suoi confratelli: “Ricordatevi che ciò che ricevete dai bambini è molto di più di ciò che date” e questo è evangelico.
Accogliamo questa lezione di gioia e di fiduciosa semplicità perché possiamo trasmettere e ricevere reciprocamente i doni di Dio.

Marco 04. 35-41

sabato, gennaio 31st, 2009
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“In quel giorno, verso sera, Gesù disse ai suoi discepoli: “Passiamo all’altra riva”. E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena.
Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: “Maestro, non t’importa che moriamo?”. Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: “Taci, calmati!”. Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”.
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: “Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?”.

CONVOCAZIONI PER VISERBELLA-PUNTOGIOVANE DEL 31/01/2009

venerdì, gennaio 30th, 2009

CONVOCATI:

ANTONELLI,BIANCHI,CENNI,CARLOTTI,FERRI,GAMBUTI,GIORGI,
MARINELLI,MISCIA,PACI,PAGLIARANI,PICCIONI,PISANO,PROTTI,
QUADRELLI,SANCHI,
SANTINI,TENTONI.

RITROVO ALLE 12:45 A SPONTRICCIOLO PER I RICCIONESE, PER GLI ALTRI ALLE 13:15 AL CAMPO DI VISERBELLA.

DERRICK CONTRO LO SPACCONE EROE D’AMERICA

mercoledì, gennaio 28th, 2009

Non posso nascondere che mi si è spezzato il cuore, davvero, quando l’ho saputo. Il caro Horst Tappert, per tutti l’ispettore Derrick, ci ha lasciato da poco. E lo ha fatto con discrezione, nella stessa maniera con cui si congedava al termine di ogni puntata del fortunato serial poliziesco. Un’uscita di scena stavolta definitiva e senza acclamazione, sommessamente appartato com’era dalla vita e dal mondo, quando nella clinica di Monaco sopiva le ultime inquietudini. Eppure non ha indugiato ad infrangere lo schermo in maniera trasversale, strappando allo stesso tempo applausi e feroci strali. Ma una cosa, al di là del bene e del male, tutti gliela riconoscono. La più grande, la più importante, ossia la capacità di aver rappresentato il volto buono della Germania e di non aver tradito le aspettative di un popolo che implorava riscatto morale dopo lo scempio dello sterminio. I tedeschi l’hanno caricato di un mandato gravoso, che doveva redimerli agli occhi del mondo dagli scroscianti pregiudizi sulla loro natura mefistofelica. E lui li ha ripagati con onore, mantenendo la promessa di espiare tutte le colpe, estinguendo nel suo piccolo quel debito che la Germania ha contratto per sempre con l’umanità. È un macigno quello del passato, che cola dalle sue borse turgide a cui si abbandonano gli occhi a palla, languidamente pazienti nella fissità dell’espressione plastica. Cui non manca di ammiccare l’inflessibile austerità del volto, assai di rado generoso nel dispensare sorrisi agli interlocutori.

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Marco 04. 01-20

mercoledì, gennaio 28th, 2009
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“In quel tempo, Gesù si mise di nuovo a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: “Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un’altra cadde fra i sassi, dove non c’era molta terra, e subito spuntò perché non c’era un terreno profondo; ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. Un’altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. E un’altra cadde sulla terra buona, diede frutto che spuntò e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno”. E diceva: “Chi ha orecchi per intendere, intenda!”.
Quando poi fu solo, quelli che erano intorno a lui insieme ai dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro: “A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole, perché “guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, perché non si convertano e venga loro perdonato”.
Continuò dicendo loro: “Se non comprendete questa parabola, come potrete capire tutte le altre parabole? Il seminatore semina la parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la parola; ma quando la ascoltano, subito viene satana, e porta via la parola seminata in loro.
Similmente quelli che ricevono il seme sulle pietre sono coloro che, quando ascoltano la parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della parola, subito si abbattono.
Altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e l’inganno della ricchezza e tutte le altre bramosie, soffocano la parola e questa rimane senza frutto.
Quelli che ricevono il seme su terreno buono, sono coloro che ascoltano la parola, l’accolgono e portano frutto nella misura chi del trenta, chi del sessanta, chi del cento per uno”.

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Marco 03. 31-35

martedì, gennaio 27th, 2009
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“In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare.
Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: “Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano”.
Ma egli rispose loro: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”. Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: “Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre”.

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