luglio, 2009

Giovanni 15. 01 - 08

venerdì, luglio 31st, 2009

RIMANETE IN ME E IO IN VOI……queste parole mi colpiscono molto,se non rimaniamo in Gesù, se non lo amiamo,non lo cerchiamo ,non lo ascoltiamo non possiamo portar frutto, senza Gesù non possiamo far nulla ,non possiamo vivere senza di Lui. Rimanere con Gesù significa  essere fedeli e costanti nella preghiera ,questo è fondamentale, solo attraverso la preghiera possiamo instaurare un rapporto intimo con Dio e così Lui può parlare ai nostri cuori.La sua parola deve essere il nostro PANE QUOTIDIANO,deve essere luce ai nostri passi,.Gesù ci chiede di portare frutto nella nostra vita ,nella nostra quotidianità così glorificheremo il Padre.Ma per portare frutto a volte è necessaria un po’ di fatica ,a volte dolore …..I nostri cuori sono disturbati da pensieri e sentimenti cattivi come l’egoismo ,l’invidia ,l’orgoglio …….e Gesù ci vuole liberare da tutto questo ecco allora che per purificarci deve POTARE .   Gesù aiutaci a essere sempre attenti alla tua voce,ai tuoi passaggi nelle nostre vite e a non avere paura di essere potati .GENNJ

Testimonianza di Fabio convivenza luglio 2009

giovedì, luglio 30th, 2009

<<Ascolta Figlia, guarda , porgi l’orecchio. Dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre. Il re è innamorato della tua bellezza>>
E’ questa la base della regola spirituale del Punto Giovane. E’ da queste parole che ogni domenica sera si inizia la settimana. Abbiamo meditato su ogni parola: Ascolta, Guarda, Porgi l’orecchio.
Parole limpide, dirette. Sono i concetti da cui partire per vivere assieme ai compagni. Mettersi in loro ascolto, osservarli e custodirli.
Purtroppo la frenesia delle giornate, gli impegni, il lavoro mi portano lontano da questo. MI caricano di stress e mi fanno perdere.
Vivere qui al Punto Giovane invece mi fa sentire custodito. Qui la giornata ha un senso perchè ha una struttura, perchè vivo in comunione con i compagni, perchè assaporo la Parola tutte le mattine e scopro come il Signore sa meravigliarmi: ha sempre la parola che riesce a penetrarmi e farmi riflettere, quella che mi fa sentire piccolo, limitato e debole. Ed allo stesso tempo riesce ad avere una parola di protezione. Ti concede di affidargli i limiti e le debolezze, e Lui se ne fa carico. Prende i miei pesi e li condivide. Quando si sente dire che il Signore ti prende in braccio non credo sia solo una metafora.
E sono proprio i momenti di preghiera quelli in cui mi sento cullato:
alle 6.45 della mattina, quando ancora assonnato apro gli occhi si di Lui, su quel tabernacolo e quella lumicina; così grande però da trasmettermi serenità e pace, pronto per l’Ascolto della Parola. La meditazione delle 7 di sera e i vespri, quell’attimo della giornata dove mi concedo un po’ di intimità con Lui, quando mi fermo per un secondo e stacco dal mondo. Quando dimentico chi sono e mi lascio sollevare. E poi la preghiera della sera, come ci ha ripetuto Dano il “termometro” della convivenza, quando si porge l’orecchio, quando si condivide la giornata passata, quando si affidano a Gesù le fatiche contro cui abbiamo sbattuto e allo stesso tempo si ringrazia per una gioia vissuta.
E’ proprio in tutti questi momenti che sento il Signore vicino a me.
Quando dimentico chi sono, quando lascio che sia Lui a parlare al mio posto, quando educatamente entra in me e mi stringe il cuore, quando le preoccupazioni del lavoro e della vita non mi fanno più male, quando cancella le mie colpe e le riempie del Suo Amore, quando è Lui che mi dona la forza di rialzarmi e sorridere ai compagni…
perchè come dice Matteo:
<<Non affanarti, Fabio.
Cerca prima il regno di Dio e la sua giustizia.
E tutto il resto ti sarà dato in aggiunta>>

Calendario Parrocchia Gesù Redentore

martedì, luglio 28th, 2009

Matteo 10. 5-15

venerdì, luglio 10th, 2009

Essere “degni”… …

Mi sono soffermato sul significato di essere degni… …

Essere degni di ricevere la pace… essere degni dell’amore di Dio.

Perchè è vero che Dio ci ama incondizionatamente. anche quando ci sentiamo sbagliati, anche quando pensiamo di essere le persone peggiori;

ma c’è una cosa che dobbiamo fare per essere “degni”: aprire le braccia a Dio. riconoscere i nostri limiti ed affidarli a Lui.

<<Entrando nella casa, rivolgetele il saluto>>.

Si parla di una “casa degna”… credo che come agiamo, come ci comportiamo non si limita alla nostra persona, ma ci circonda; tocca le persone vicine, quelle che incontriamo sul cammino, quelle che siamo capaci di ospitare nella nostra “casa”.

Penso sia fondamentale per ogni cristiano essere capaci di accogliere le persone, di ascoltarle, di custodirle nel cuore. Ed è qui che si può toccare la mano di Dio: nella condivisione della vita comune.

A poco serve avere oro e argento. Due tuniche non possono scaldare un cuore freddo e incapace di ascoltare la Parola. Un abbraccio SI.

E se l’abbraccio è quello di Dio possiamo <<portare fuoco in tutto il mondo>>.

Fabio

Evangelizzazione Agosto 2009

giovedì, luglio 9th, 2009

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Non mancate all’appuntamento e, per quelli del Punto, fatevi sentire con la Sara Urbinati. Abbiamo bisogno. Anche un piccolo servizio aiuterà a far si che il carico organizzativo sia più dolce e piacevole.

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