Commenti ai Vangeli

Giovanni


Marco


Matteo


Giovanni 3. 1-8

lunedì, aprile 20th, 2009
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“C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, un capo dei Giudei. Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: “Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui”.
Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio”. Gli disse Nicodemo: “Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”.
Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito, è Spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito”.



Giovanni 3. 31-36

giovedì, aprile 23rd, 2009
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In quel tempo, Giovanni Battista disse ai suoi discepoli: “Colui che viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Colui che viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza; chi però ne accetta la testimonianza, certifica che Dio è veritiero. Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio incombe su di lui”.

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Gv 3. 1-8

lunedì, maggio 2nd, 2011

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“Se uno non nasce dall’alto, non può vedere il Regno di Dio”.

Nicodemo si reca da Gesù di notte. La notte è il momento in cui i pensieri possono diventare così assillanti da non lasciarti dormire, ma è anche il momento dell’oscurità dell’anima, di quel senso di aridità che ti lascia fermo, statico e la razionalità non basta più per ottenere risposte. Così è per Nicodemo: le sue argomentazioni dal punto di vista razionale sono giuste, ma gli manca qualcosa e quel qualcosa solo Gesù glielo può dare: rinascere di nuovo per vedere il Regno di Dio, rinascere da acqua e Spirito.

Non posso non pensare alle parole di padre Pietro agli esercizi spirituali da cui siamo tornati da poco, imparare a chiedere con grinta, con forza a Gesù l’acqua viva, lo Spirito perchè è solo questo che ti fa vivere la vita vera, la vita nuova e ti può dare quella cosa che manca, anche a Nicodemo. La preghiera che ti porta a cercare Dio, il regno di Dio e non le cose, ti fa spostare il baricentro della tua vita verso ciò che è veramente importante per cominciare ad essere davvero felice.

Tizi

Gv 3. 13-17

mercoledì, settembre 14th, 2011

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Gv 3. 16-18

domenica, giugno 19th, 2011

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Gv 3. 16-21

mercoledì, maggio 4th, 2011

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Gv 3. 31-36

giovedì, maggio 5th, 2011

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“Chi crede nel Figlio”

Siamo al termine del lungo discorso tra Gesù e Nicodemo, dove l’evangelista Giovanni non risparmia parole e concetti altisonanti, da mal di testa, ma fondamentali. Proviamo allora a “smontare” questi 6 versetti, nella speranza di alleviarci il mal di testa..

- Gesù inizia con una contrapposizione tra cielo e terra, alto e basso, sopra e sotto, Dio e il suo nemico.

- Chi viene dal cielo, dall’alto, da Dio (cioè Gesù stesso) riporta ciò che ha “visto e udito”; il Figlio è lo “specchio” del Padre (“è tutto suo Babbo” diremmo oggi), e riporta a noi – che non abbiamo mai visto il Babbo, ma lo “specchio” sì! – quella relazione (= visto e udito) d’amore che c’è tra loro: lo Spirito Santo, che Gesù è venuto a donarci “senza misura”. Cioè: il Figlio, che vive questa relazione, è venuto a darci la possibilità di viverla a nostra volta, a noi che viviamo nella terra (condizionata dal peccato, ovvero dalla possibilità di non accettare quella relazione).

- “Chi accetta la testimonianza (letteralmente “martirio”) conferma (“con un sigillo” dice l’originale testo greco) che Dio è veritiero”, che non mente, che dice la verità; non una verità in astratto, ma la nostra personale verità. Quale? Che anche noi siamo figli! Gesù è venuto a darci la possibilità di vivere da tali. Ok, ma a quale condizione? Credere in quello “specchio” che non mente, perchè riflette quello che ha “visto e udito”. E “credere”, per Giovanni, significa aderire totalmente, tant’è che “Chi CREDE nel Figlio ha la vita eterna; chi non (a questo punto ci aspetteremmo “non crede”, invece..) OBBEDISCE al Figlio non vedrà (= farà esperienza) la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui”.

- Già, l’ira di Dio, una parte di questo Vangelo che salteremmo volentieri, eppure “per accedere veramente all’amore di Dio – afferma un illustre biblista – il credente deve accostarsi al mistero dell’ira di Dio”. Perchè? Perchè la sua passione per l’uomo è totale, in entrambi i sensi: misericordia e ira. Ma dall’ira, cioè dall’assenza di amore (= lontananza da Dio), ci vuol liberare; come dire: se ogni tanto ci dà qualche “scappellotto pedagogico” è perchè ci ama. Quell’amore però necessita di essere ricambiato (= credere in colui che ha mandato).

Slim