Commenti ai Vangeli : Giovanni

Marco


Matteo


Giovanni 8. 51-59

giovedì, aprile 2nd, 2009
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“In quel tempo, disse Gesù ai Giudei: “In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte”.
Gli dissero i Giudei: “Ora sappiamo che hai un demonio. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: ‘‘Chi osserva la mia parola non conoscerà mai la morte’’. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?”.
Rispose Gesù: “Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ‘‘È nostro Dio!’’, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò”.
Gli dissero allora i Giudei: “Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?”. Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono”.
Allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.”

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Gv 8. 1-11

lunedì, aprile 11th, 2011
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Gesù si trova tra il monte degli ulivi e il tempio, tra il momento di massima solitudine che vivrà nel Getsemani e il luogo pubblico per eccellenza dove la Sua parola fa innamorare ma dove crea anche invidie mortali contro di Lui. Gesù sa che il Suo momento è vicino, ma non rinuncia ad insegnare, ad incontrare l’altro, a salvarlo con la sua parola, il suo sguardo. Nel mezzo della scena, davanti a Gesù, c’è una peccatrice riconosciuta da tutti come tale, intorno a Lui dei peccatori che però si riconoscono tali solo quando Gesù dice loro “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. Quegli uomini che se ne vanno con la coda tra le gambe, almeno io li immagino così, mi parlano con forza dirompente del mio peccato, quello magari neanche troppo evidente, che spesso si cela solo dentro al mio cuore, che non riconosco, che nego persino a me stessa e che spesso mi porta a giudicare, a condannare chi viola la legge in modo palese. Ma la parola di Gesù non mi lascia in pace, mi si inficca come un paletto dentro e mi fa chiedere chi davvero è il peccatore. Che curiosità di sapere cosa sta scrivendo Gesù per terra. E’ così importante che al fariseo dedica solo un istante, benchè fulminante! Per l’adultera invece trova un tempo prezioso, si alza, le va vicino e con dolcezza le dà il suo perdono. Immagino quella stessa dolcezza ogni volta che vivo il sacramento della riconciliazione.

Gv 8. 21-30

martedì, aprile 12th, 2011

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Gv 8. 31-42

mercoledì, aprile 13th, 2011

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“ora invece voi cercate di uccidere me , un nuomo che vi ha dettola verità udita da Dio” . Come è forte leggere queste parole, cercare di uccidere qc…..come nella mia vita uccido te Gesù, rimanendo nel mio peccato rifiutando quello che è il tuo disegno su me, quando la rabbia si inpossessa di me e vorrei spazzare via tuttto quello fatto e costruito in questi anni….e quante volte succede il rinnegarti nella mia giornata ???Tante volte caro Gesù e ne soffre la mia anima…ma a volte mi sembra tanto il peso da portare troppo grande la vocazione pensata per me…riconosco la verità….ma non è facile seguirla…

Gv 8. 51-59

giovedì, aprile 14th, 2011

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