Commenti ai Vangeli : Marco

Giovanni


Matteo


Marco 5. 21-43

martedì, febbraio 3rd, 2009
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“In quel tempo, essendo passato di nuovo Gesù all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava lungo il mare. Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giairo, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregava con insistenza: “La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva”. Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: “Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita”.
E all’istante le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male. Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: “Chi mi ha toccato il mantello?”. I discepoli gli dissero: “Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?”. Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Gesù rispose: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male”.
Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: “Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?”. Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: “Non temere, continua solo ad aver fede!”. E non permise a nessuno di seguirlo fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava. Entrato, disse loro: “Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme”. Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina. Presa la mano della bambina, le disse: “Talità kum”, che significa: “Fanciulla, io ti dico, alzati!”. Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare.

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Mc 5. 1-20

lunedì, gennaio 31st, 2011
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Mc 5. 1-20

lunedì, gennaio 30th, 2012

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Mc 5. 21-43

martedì, febbraio 1st, 2011
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In questo brano si intrecciano 2 guarigioni che avvengono per contatto fisico con Gesù. Una è quella della donna che guarisce dall’emorragia toccando il mantello di Gesù. L’altra “guarigione”, se così si può dire, è quella della figlia di Giairo, capo della sinagoga, risvegliata da Gesù dal sonno della morte.

Mi chiedevo cos’ hanno in comune queste due storie una dentro l’altra e mi viene da dire: la fede. La fede e la certezza della donna a cui basta solo toccare il lembo del mantello per sapere di poter guarire…si può dire che si accontenta di poco, ma quel poco è ciò che fa fermare Gesù in mezzo alla folla e cercare con lo sguardo chi l’ha toccato.

Penso al contatto con Gesù che si instaura nella preghiera e che è così difficile da creare se non hai la piena certezza che è la fede che lo crea il contatto, che ti fa toccare il lembo del mantello e Gesù ti entra nel cuore e ti guarisce. Non solo ti guarisce, ma ti sveglia dal sonno della morte, quella morte dell’anima che può essere apatia, demotivazione, oppure quelle catene emotive e relazionali che non ti fanno essere libero.

Tutte le volte che succede questo, Signore, prendi anche la nostra mano e dì anche a noi “Talità Kum – Alzati e cammina!”

Tizi

Mc 5. 21-43

martedì, gennaio 31st, 2012

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Quanta gente intorno a Gesù, quante persone che implorano il suo aiuto, quanti si aspettano di essere soddisfatti, forse qualcuno dopo tanta ricerca e tanto cammino per trovarlo, pretendeva anche di essere “esaudito”.
Solo due persone sono state miracolate, due in mezzo ad una miriade, erano le uniche che hanno chiesto con fede sincera la misericordia di Dio, una moribonda la cui fede così forte gli faceva bastare anche solamente toccare il mantello di Cristo ed un padre di famiglia che si è fatto largo in mezzo ai tanti, contro i suoi parenti ed amici che forse lo deridevano per ciò che chiedeva, eppure l’ha fatto e Gesù vista tanta fede ha accolto la sua preghiera.
E guardando tutte quelle persone che dovevano fare un lungo cammino per incontrare Cristo, puntiamo gli occhi su di noi e sulla fortuna che abbiamo a poterlo incontrare quotidianamente.
Affidiamoci a Lui, non soltanto nella tristezza e nel dolore ma anche nella gioia, donando tutto quello che abbiamo con fede sincera e pura, ci penserà poi Lui a mettere tutto in ordine, in quell’ordine che noi non riusciremo mai a creare.

Emanuele