Commenti ai Vangeli : Marco

Giovanni


Matteo


Mc 6. 1-6

mercoledì, febbraio 4th, 2009
gesu-big2

Clicca per ascoltare il Vangelo di Gesù o leggere altri commenti

“In quel tempo, Gesù andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: “Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?”. E si scandalizzavano di lui. Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”. E non vi poté operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi, insegnando.Leggi il commento

Mc 6. 1-6

mercoledì, febbraio 1st, 2012

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 6,1-6. Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù andava attorno per i villaggi, insegnando. Anche noi ogni giorno commettiamo lo sbaglio dei cittadini di Nazaret verso Gesù, quando crediamo di conoscere le persone con le quali trattiamo ogni giorno; continuiamo a vedere gli altri con l’etichetta e pregiudizi che gli abbiamo affibbiato. Non ci interessano più, consideriamo banale quello che dicono, e così ci escludiamo la possibilità di conoscerle davvero. Ma il Signore che fa nuove tutte le cose, che rinnova i rapporti e le relazioni ci viene in aiuto. Lui che per primo non è stato compreso e capito dal suo popolo, lui che primo a sentito su di sé l’etichetta “di figlio del carpentiere” ci mostra la strada….”Chi vive una crescita spirituale, vive anche, inevitabilmente, uno strappo, un distacco dal suo ambiente: è una dinamica sana e naturale.” (Tomas Spidlik) Francesca

Mc 6. 7-13

giovedì, febbraio 5th, 2009
gesu-big3

Clicca per ascoltare il Vangelo di Gesù o leggere altri commenti

In quel tempo, Gesù chiamò i dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: “Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro”. E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. Leggi il commento

Mc 6. 7-13

giovedì, febbraio 3rd, 2011
clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

Mc 6. 14-29

venerdì, febbraio 6th, 2009
In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, poiché intanto il suo nome era diventato famoso. Si diceva: “Giovanni il Battista è risuscitato dai morti e per questo il potere dei miracoli opera in lui”. Altri invece dicevano: “È Elia”; altri dicevano ancora: “È un profeta, come uno dei profeti”. Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: “Quel Giovanni che io ho fatto decapitare è risuscitato!”. Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodiade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata. Giovanni diceva a Erode: “Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello”. Per questo Erodiade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodiade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: “Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò”. E le fece questo giuramento: “Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno”. La ragazza uscì e disse alla madre: “Che cosa devo chiedere?”. Quella rispose: “La testa di Giovanni il Battista”. Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: “Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista”. Il re ne fu rattristato; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. E subito mandò una guardia con l’ordine che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro

Mc 6. 14-29

venerdì, febbraio 4th, 2011
clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

Mc 6,14-29: “Quel Giovanni, che io ho fatto decapitare, è risorto!” Un vangelo un po’ strano, oltre che del tutto singolare: è l’unica volta in Marco in cui il protagonista non è Gesù, almeno direttamente. Il brano, infatti, ruota attorno al “chi sia Gesù per la gente”, e tale domanda la farà Egli stesso fra un paio di capitoli (8,27ss) ai Dodici, domanda a cui Pietro risponderà “Tu sei il Cristo”. Ma tale risposta è preceduta, anche al capitolo 8, dall’opinione della gente, per la quale Gesù è “il Battista, Elia o uno dei profeti”. Dal punto di vista della tecnica narrativa notiamo prima di tutto come Mc anticipi i moderni registi cinematografici, usando il flashback (i vv. 14-16 sono quelli che fanno scaturire il racconto, al passato, dei vv. 17-29) e, in qualche modo, il flashforward (anticipando la domanda “La gente, chi dice che io sia?” del cap. 8,27). Ma torniamo a noi. Per Erode Antipa il Battista (letteralmente “l’immergitore”) è “quel” Giovanni che lui stesso ha fatto decapitare, e che dunque è risorto. E’ quel Giovanni che, pur perplesso, ascoltava volentieri, magari facendogli domande, alle cui risposte poteva essere d’accordo o meno; in ogni caso una figura che, come si dice, lo metteva in discussione. Il racconto della morte del Precursore evidenzia poi diversi modi in cui gli altri possono condizionarci: -         la figlia di Erodìade chiede alla madre di supplire a un suo desiderio; lei non sa cosa chiedere e quindi domanda all’adulto di desiderare per lei; -         la richiesta della stessa Erodìade è frutto dell’odio per Giovanni, il quale denunciava senza peli sulla lingua la situazione “affettiva” irregolare di lei; -         Erode è condizionato doppiamente: sia dai commensali al mega banchetto, di fronte ai quali vuol fare un figurone, sia dal giuramento ormai fatto; Insomma, quanto peso diamo agli altri, e al loro giudizio su di noi! Quanta poca libertà nei confronti degli altri e anche, e forse ancor di più, nei confronti di noi stessi. Per non parlare della poca libertà di fronte a Dio. E’ proprio difficile essere liberi, DI: maturare, fare scelte, anche di sbagliare. Ma anche liberi DA: chi ci vuole bene, coloro ai quali vogliamo bene, dal loro giudizio su di noi, ma soprattutto dall’immagine di un Dio che in realtà – pensiamo – non voglia davvero il nostro bene.. Liberi, certo, ma perché? Liberi PER: donarci, fare il bene, ma, soprattutto, per essere ciò che siamo già, da sempre. Niente più. Magro

Mc 6. 14-29

venerdì, febbraio 3rd, 2012

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

In giornata verrà inserito il commento al Vangelo.

Mc 6. 30-34

sabato, febbraio 7th, 2009
gesu-big6

Clicca per ascoltare il Vangelo di Gesù o leggere altri commenti

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: “Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’”. Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero. Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Leggi il commento

Mc 6. 30-34

sabato, febbraio 5th, 2011
clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

In giornata verrà inserito il commento al Vangelo.

Mc 6. 30-34

sabato, febbraio 4th, 2012

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

In giornata verrà inserito il commento al Vangelo.