Commenti ai Vangeli : Marco

Giovanni


Matteo


Mc 10. 1-12

venerdì, febbraio 25th, 2011

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In questo brano mi colpisce la fermezza di Gesù a riguardo della sacralità e l’indissolubilità del matrimonio. Da una separazione, dalle rispettive famiglie d’origine che è anche separazione dal proprio egocentrismo l’uomo e la donna si incontrano,“diventeranno una carne sola” e il sigillo di questa unione è dato proprio da Dio che rende il matrimonio indissolubile. Proprio perché nel cenacolo che si forma da quel “si” davanti a Dio ha origine la vita (il dono più grande che il Signore ha fatto all’uomo e alla donna è infatti proprio quello di renderli generatori di vita), quest’unione santa è indissolubile davanti a Dio che quindi ci richiama con fermezza alla fedeltà e al compimento delle promesse intraprese.

Sara

Mc 10. 13-16

sabato, febbraio 26th, 2011

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In giornata verrà inserito il commento al Vangelo.

Mc 10. 17-27

lunedì, febbraio 28th, 2011

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Mc 10. 17-30

domenica, ottobre 11th, 2009

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

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Mc 10. 32-45

mercoledì, marzo 2nd, 2011

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Alcune note…

Gesù fa un discorso serio.. pure troppo! Di come verrà trattato, di quel che subirà.. e con serenità di come è destinato a VINCERE! I due discepoli top, i più vicini al maestro, colgono la palla al balzo e dicono: “Anch’io vincere!!!” A Gesù dovrebbero cascare le braccia. Si dovrebbe arrabbiare! Si dovrebbe almeno deprimere e azzittire… allungare il passo e mettere dei metri tra lui e chi l’ha deluso così amaramente…

E invece NO! Continua a rispondere, a riprendere il suo discorso serio, ci riprova, a dirgli che la strada per la gloria passa per quel calice, per quel battesimo che loro son così lontani dal volere… Impariamo da Gesù l’arte di cogliere ogni occasione, ogni battuta fuori luogo per dare degli strumenti educativi…!

Un’altra provocazione mi viene dalla frase sul “tra voi però non è così”… La storia della Chiesa ci dice che invece tante volte è così… al nostra storia personale ci dice che ci fa fatica prendere il posto di chi serve, di chi sta zitto e lavora…(a me senza dubbio…!) E tanti ancora oggi nella Chiesa guardano con nostalgia al tempo in cui la Chiesa diceva e i potenti facevano! Sappiamo dire che il Vangelo non dice questo, e non ci sforziamo di contrastare chi ci attacca perché è scocciato dall’influenza politica o dal potere che la Chiesa esercita ancora nel nostro mondo…, cogliamo la verità evangelica dei semplici delusi, e cerchiamo il Vangelo! Quello che è in sovrappeso, se lo perdiamo,va a giovamento della nostra salute!

Mc 10. 46-52

giovedì, marzo 3rd, 2011

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Vangelo di una incredibile profondità e bellezza Spirituale. Gesù sente, chiede, ascolta e poi esaudisce. Il papà che accoglie il figlio ascolta la sua sofferenza ed esaudisce le sue richieste.

La cosa più bella che ho visto però è che non siamo noi, non è il cieco a vedere Gesù, ma è Gesù a che fa di tutto per farsi vedere. Sarebbe fin troppo facile “scappare” da chi non può vedere ed invece fa di tutto per farsi trovare.Chi lo cerca, chi ha sete di Lui è il benvenuto fra le sue braccia e il miracolo della guarigione è “il segno” che l’uomo cerca per la sua fede.

Roberto

Mc 10.28-31

martedì, marzo 1st, 2011

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“Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”.

Dopo l’incontro con il giovane ricco, Pietro fa questa affermazione rivolta a Gesù. Cosa vuol dire lasciare tutto e seguire Gesù? Vuol dire fidarsi di quell’ invito che qualcuno ci ha fatto e fare il salto che ti ha cambiato la vita. Non ci si rimette mai, Gesù non ti dà una fregatura, però devi sempre combattere con la tua poca fede che ti fa dubitare. Fai fatica a lasciare tutte le tue false certezze, le tue idee, i tuoi progetti come te li eri immaginati e accettare che le cose prendano un’altra piega, inaspettata, diversa e nuova, non sai dove e come “andrai a finire”, devi solo fidarti e continuare a camminare.  E’ lì il salto. Fa bene anche ricordarsi di quante volte Gesù veramente ti ha fatto sperimentare che lasciare tutto e  seguirlo ti ha fatto trovare nuovi fratelli e sorelle, di sicuro più di quanti te ne potevi immaginare!…insieme alle persecuzioni, perchè seguire Gesù è scomodo, molto scomodo, perchè Gesù vuole la chiarezza. Ma alla fine ci promette la vita eterna “nel mondo che verrà” come traduce la Bibbia TOB.

La vita eterna:  l’obiettivo finale della nostra vita, il punto fermo, la certezza che deve far vedere tutte le difficoltà, le sofferenze e per ultima anche la morte come passaggi transitori, passi da compiere, per arrivare a “vedere” l’amore di Dio.

Tiziana