Giovani

Un divertente film sul campo in Puglia

giovedì, ottobre 1st, 2009

Incontro genitori figli

mercoledì, marzo 25th, 2009

pgContinua il ciclo di 3 incontri sulle tematiche relative ai rapporti tra genitori e figli che il puntogiovane organizza con la collaborazione della psicologa Claudia Casadei specializzata in psicologia della famiglia.
Questo secondo incontro ha come tema “SUPER FIGLI?”
I distacchi come opportunità nel percorso dalla dipendenza all’autonomia.
é possibile seguire l’incontro anche in streaming (diretta), sul sito del PG diretta streaming

31 Gennaio: festa di san Giovanni Bosco

sabato, gennaio 31st, 2009

s0131La festa di san Giovanni Bosco è un soffio di aria pura e di slancio apostolico perché egli ispirava e comunicava la gioia.
Già da ragazzo aveva fondato una “società” con il motto “Guerra al peccato”: la gioia viene dalla vittoria sul peccato.
“Rallegratevi nel Signore sempre…”. Dio è grande, e noi siamo come bambini bisognosi di tutto davanti a un Padre onnipotente che si occupa amorevolmente di noi.
E la fiducia in lui che genera la gioia: fiducia e riconoscenza perché da Dio riceviamo tutto.
Come possono dei bambini essere tristi quando sono colmati di doni?
Fiducia e riconoscenza ci conducono alla conversione che Gesù chiede come condizione per entrare nel regno dei cieli: diventare come i bambini.
Mentre Paolo nella prima lettura invita gli educatori a farsi modello per i bambini tanto da poter dire: “Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me è quello ché dovete fare”, la pagina del Vangelo ci esorta a imparare dai bambini a ricevere da loro.
Sono i due aspetti dell’educazione.
Un altro grande educatore Antonio Rosmini, diceva ai suoi confratelli: “Ricordatevi che ciò che ricevete dai bambini è molto di più di ciò che date” e questo è evangelico.
Accogliamo questa lezione di gioia e di fiduciosa semplicità perché possiamo trasmettere e ricevere reciprocamente i doni di Dio.

Poesia scritta da una adolescente malata terminale di cancro.

lunedì, gennaio 12th, 2009

 

DANZA LENTA
Hai mai guardato i bambini in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare
irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo
svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici “Come stai?”
ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita
ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive
che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Hai mai detto a tuo figlio,
“lo faremo domani?”
senza notare nella fretta,
il suo dispiacere?
Mai perso il contatto,
con una buona amicizia
che poi finita perché
tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire “Ciao”?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Quando corri cosi veloce
per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto
il giorno, come un regalo mai aperto . . .
gettato via.
La vita non è una corsa.
Prendila piano.
Ascolta la musica.

 
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Omelia al funerale di Mattia

mercoledì, gennaio 7th, 2009

Non è bastata la tua vitalità Mattia.
Non è bastata l’eroicità della mamma,
non è bastata la tenerezza della tua fidanzata e la solidarietà dei tuoi amici.
E neppure la generosità del tuo donatore e la professionalità dei medici.
E non sono bastate neppure le nostre povere preghiere distribuite in lungo e in largo per monasteri, conventi e perfino su internet.
E non è bastato neppure un papà nel cielo.
Tutto ciò che di più nobile e caro avevi non è riuscito nell’intento di strapparti alla morte.
Non è bastato mettere in campo la formazione migliore; questa volta la sconfitta è amara, implacabile, tragica  e senza possibilità di rivincita.

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Arrivederci in cielo: l’elaborazione del lutto!

martedì, gennaio 6th, 2009

ARRIVEDERCI IN CIELO

Prendere congedo da una persona amata fa male. Anche se tu ti dici spesso che dovevi pur fare i conti con la sua morte, che un bel giorno ella sarebbe morta, non puoi sottrarti al dolore dell’ addio. Deve essere sopportato e vissuto. Non puoi più parlare con la persona defunta, come accadeva in tanti bei dialoghi. Non puoi più guardarla negli occhi. Non puoi più abbracciarla, e sentire 1′odore della sua pelle. Lei non ci sarà più, quando tu ti sentirai solo/a, quando cercherai sostegno. Non entrerà più nella tua stanza, non si avvicinerà più a te. La sua camera, nella quale ha abitato, ora è vuota.
Congedo significa separazione. Tante cose ti hanno legato/a alla persona amata. In tante siete cresciuti insieme. Ora ti è stata sottratta. Ed è come se una parte del tuo corpo, del tuo stesso cuore, sia stata separata da te.
 

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