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Commenti ai Vangeli : Giovanni

Marco


Giovanni 1. 1-18

sabato, dicembre 31st, 2011

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In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.









Giovanni 1. 6-28

domenica, dicembre 11th, 2011
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“Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.










Gv 1. 1-18

domenica, gennaio 2nd, 2011
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“Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo”. Il Signore ha mandato suo Figlio sulla terra come segno tangibile del suo amore per noi: si è fatto uomo per condividere ogni aspetto della nostra vita… dalle piccole grandi gioie quotidiane, alla sofferenza estrema di cui si è fatto carico, fino alla morte per ciascuno di noi. Prego perchè questa luce grande che DIo ci ha donato possa illuminare ogni giorno della mia vita…e io ne abbia la piena consapevolezza: a volte presa dalla frenesia delle cose da fare non contemplo questo dono immenso che è Gesù che abita in mezzo a noi. Pensare che molti ancora oggi, come quella volta, non accolgono questo dono così grande mi fa stare male.. l’uomo si chiude alla Grazia di Dio e rincorre falsi dei… contemporaneamente, però il Vangelo di oggi mi esorta a testimoniare alle persone che incontro e che mi sono vicine quanto il Signore ha operato nella mia vita.

Sara

Gv 1. 19-28

mercoledì, gennaio 2nd, 2013

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Un uomo mandato da Dio a portare (luce) ad essere (voce) a fare (battezzare). Un uomo che respira del vero Ossigeno e che lo ridona intero puro e vero presso Betania. I dubbi dei sacerdoti Giudei mandati dai farisei, che lo interrogano facendofgli mille domande, probabilmente si fidano poco di ciò che lui dice di essere, delle sue rispste e di ciò che è stato mandato a fare.
Oggi come non mai è difficile riconoscere le persone mandate da Dio dentro la nostra vita; non è facile riconoscere i nostri vicino illuminati dallo Spirito, anche loro come Giovanni inseriti nella nostra storia per dire, per fare, per portarcia capire la nostra strada e il giusto sentiero della nostra vita.Spesso succede che noi come i farisei facciamo mille domande, probabilmente troppe, troppi dubbi e scarsa fiducia. Il peccato del dubbio che ci stringe alla gola e ci sgretola il cuore. Credere nelle opere di Dio guardando le opere degli altri.
Roberto.



Gv 1. 29-34

lunedì, gennaio 3rd, 2011
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Gv 1,29-34
Giovanni uomo e profeta ispirato da Dio ci dichiara le sue certezze, ma anche le sue incertezze, la sua speranza e la fiducia che aveva in Dio.
Forse la parola chiave è fede-fiducia. Molte volte Dio ci chiede delle scelte, di agire, di comprometterci in modo totale senza garanzie, “senza rete di protezione”, ma solo in questo modo diventiamo capaci di cogliere i frutti che Dio vuole mostrarci. Probabilmente è come impegnarci ad annaffiare un fiore tutti i giorni senza sapere che cosa nascerà.
Sarah




Gv 1. 35-42

martedì, gennaio 4th, 2011
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“Dove dimori? – Venite e vedrete”.
In questo brano ci sono alcuni passaggi che mi hanno colpito fin da subito. Giovanni indica Gesù che sta passando ai suoi due discepoli e loro lo seguono, come se avvenisse un passaggio di testimone tra Giovanni e Gesù, riconosciuto come il Messia atteso. In questo Giovanni si dimostra un grande uomo, perchè sa fare un passo indietro e lascia il posto a un altro più grande di lui, Colui che tutto il popolo attendeva. Questa è la vera umiltà di chi è veramente un grande, essere pronti a lasciare il prorprio posto senza essere attaccati a quel potere che si può presentare sotto tante forme anche nella vita di tutti i giorni, e che ti illude, ti fa sentire importante, mentre in realtà ti rende solo schiavo e cieco.
I due discepoli domandano a Gesù: “Dove abiti?” Vogliono conoscerlo, sapere chi è, e Gesù li porta a casa sua ( “Venite e vedrete”). Non gli risponde con tante parole, la sua risposta è un invito a fare esperienza di Lui. La casa di una persona, infatti, dice tanto, è lo specchio di chi ci abita, perchè casa tua riflette i tuoi gusti, le tue passioni, in casa tua ci metti tutto quello che sei e il tuo modo di essere….chissà come sarà stata la casa dove viveva Gesù…Di certo per i due discepoli è stata un’esperienza che ha lasciato il segno nel loro cuore e nella loro mente perchè l’evangelista precisa l’ora in cui tutto è avvenuto: le quattro del pomeriggio.
Quando entriamo anche noi in casa tua, Gesù? Forse quando le parole non bastano più e finalmente riusciamo a chiudere il rubinetto e nel silenzio riusciamo a stabilire quel contatto con te che ci permette di varcare la soglia della tua casa.
Una cosa del genere non si può tacere, infatti uno dei due discepoli lo racconta subito a Simone, alla persona più vicina a lui, suo fratello, quello che di sicuro avrà condiviso con lui tutto o quasi, gioie, delusioni, fatica quotidiana, litigate e riconciliazioni.
Quando fai esperienza di Gesù non puoi tacerlo, Gesù cambia il nome a Simone che diventa Pietro. Ognuno è testimone e strumento per condurre chi ha vicino a conoscere Gesù e Gesù ha una missione da affidare a ciascuno e ti dà anche un nome nuovo perchè fidarsi e stare con Lui può farti diventare una persona nuova.
Tiziana







Gv 1. 35-42

mercoledì, gennaio 4th, 2012

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Due frasi hanno attirato la mia attenzione e mi sono tornate alla mente più volte in questa giornata. La prima è una domanda tanto perentoria quanto disarmante che Gesù rivolge ai due discepoli di Giovanni ” Che cercate ? ” . Sembrerò un po’ retorico ma pensando alla domanda mi sono venuti subito in mente coloro che domenica sera inizieranno la convivenza spirituale perchè mi è sembrato come se Gesù si rivolgesse direttamente a loro chiedendogli appunto cosa si apprestano a cercare in questa esperienza. Forse loro stessi si stanno facendo la stessa domanda e se non se la stanno facendo sicuramente se la porranno durante questo cammino.

Più in generale penso però che Gesù rivolga questa domanda ad ognuno di noi invitando a chiederci cosa cerchiamo lungo quel cammino chiamato ” vita ” . Sarà banale ma credo che l’unica cosa che cerchiamo tutti i giorni è la felicità e possiamo dire di essere felici solo quando riusciamo ad amare, quindi quando doniamo amore, e quando sappiamo di essere amati, quindi quando riceviamo amore. Questo ragionamento che ho sentito fare in diverse omelie penso possa essere una risposta giusta alla domanda di Gesù.

Adesso che ci penso ” l’amore è la spiegazione di tutto ” è anche il titolo del libro che la settimana passata ho avuto il piacere di regalare al mio protetto. E’ una frase di Wojtyla che forse meglio di tutto riesce a sintetizzare quanto sopra.

” fissando lo sguardo su Gesù che passava ” è stata la seconda frase che mi ha colpito e che in un certo senso mi permette di integrare il ragionamento fatto sulla felicità e sull’amore. Gesù infatti è venuto ad annunciare che Dio è amore e forse riusciremo ad amare quando saremo in grado di volgere lo sguardo su di Lui e più precisamente quando saremo in grado di riconoscere il volto di Gesù negli occhi del prossimo che Dio ci mette accanto. Anche questo forse può essere un pensiero rivolto a quei ragazzi che si stanno avvicinando alla prossima convivenza spirituale, ma più in generale è un pensiero che possiamo rivolgere ad ognuno.

Debbo riconoscere poi che al Punto si riesce a respirare un po’ di questo ed è belo sentirsi accettati tutte le volte con i propri difetti.

Van Paolo

Gv 1. 43-51

giovedì, gennaio 5th, 2012

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Gesù si mette alla ricerca dei suoi collaboratori, a Filippo dice “”seguimi””….. ed è quello che dice anche a noi; per ciascuno di noi ha un suo progetto e ciascuno viene da lui chiamato per nome, il nostro compito è quindi di diventare persone in ascolto, capaci di percepire la sua chiamata.
La cosa bella è che non cerca persone considerate migliori…..cerca persone che attraverso la verità possano trasmettere l’’ incontro con lui, non ci vuole perfetti ci desidera per quello che siamo…..con i nostri difetti, con le nostre paure e soprattutto con i nostri pregiudizi proprio come Natanaèle, è nel nostro essere piccoli ed avere bisogno sempre di dimostrazioni che risiede la sua verità e la volontà di volerci con lui.


Gv 1. 45-51

venerdì, agosto 24th, 2012

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Fin da bambina ho sempre creduto di credere in Dio,poi mi sono chiesta  se credevo con la testa o con il cuore .
Vedendo sacerdoti e suore..mi sono detta … ma se una persona dona tutta la sua vita a Dio allora Dio esiste veramente .
Ho potuto dire CREDO in DIO ,solo dopo averlo incontrato,dopo aver visto la sua potenza che si è manifestata nella mia vita,nelle piccole e grandi cose  e soprattutto nella quotidianità,nelle gioie,nei dolori ,nelle fatiche di ogni giorno.Ho toccato con mano e gustato con gioia la sua presenza e posso solo ringraziarlo perchè continua a operare nella mia vita e nel mio cuore ogni giorno!!Gennj



Gv 1. 47-51

martedì, settembre 29th, 2009
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“In quel tempo, Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: “Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità”.
Natanaele gli domandò: “Come mi conosci?”. Gli rispose Gesù: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico”.
Gli replicò Natanaele: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!”. Gli rispose Gesù: “Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!”.
Poi gli disse: “In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”.

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