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Commenti ai Vangeli : Luca

Giovanni


Marco


Lc 2. 1-14

domenica, dicembre 25th, 2011

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Lc 2. 16-21

sabato, gennaio 1st, 2011
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Lc 2. 16-21

domenica, gennaio 1st, 2012

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Lc 2. 22-35

giovedì, dicembre 29th, 2011

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In giornata verrà inserito il commento al Vangelo.

Lc 2. 22-40

mercoledì, febbraio 2nd, 2011
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Non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore»

«E lo Spirito Santo era su di lui»

«i miei occhi hanno visto la tua salvezza» **

«affinché siano svelati i pensieri di molti cuori» ***

«Non si allontanava mai dal tempio» **

Questa mattina abbiamo vissuto un momento di preghiera splendido in convivenza, con la III C del Volta; ci siamo aspettati fuori dalla cappella, siamo entrati con le candele accese, le abbiamo benedette… e abbiamo ascoltato Andrea che proclamava il Vangelo…  E dopo il commento, un lago di silenzio… i ragazzi sceglievano la loro frase! E mentre le ascoltavo, uscire fuori vibranti dai loro cuori, pensavo: MA QUANTO HANNO SETE??? Quanto vorrebbero che quello Spirito di profezia che era su Simeone fosse su loro… “certo, magari era su di lui perché lui non s’allontanava mai dal tempio! Io non ce la faccio, Signore!! Però ti prego… anche se sono così fugace e incostante, anche se sono preso da 100 cose e mi dimentico troppo spesso di te, ti prego: non farmi vedere la morte prima di aver veduto in faccia il tuo CRISTO e la sua salvezza!!”

Questa sera… nell’adorazione, ti prego anch’io per loro Signore: RIVÈLATI LORO CON LA TUA LUCE!  «affinché siano svelati i pensieri di molti cuori» !

Daniele

Lc 2. 22-40

giovedì, febbraio 2nd, 2012

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Gesù si presenta o meglio ci viene presentato. É piccolo non parla non dice nulla eppure la sua sola presenza fa parlare fa chiedere ed interrogare molti dei presenti al tempio. L’ascolto di ciò che ci viene detto nel silenzio, il modo preferito di parlare di Gesù. Ci parla nel silenzio, ci parla del silenzio ci parla con il silenzio. Una sorta di pazzia per la società moderna una regola non scritta per l’oratore degli” oratori” che soffia forte la sua voce proprio fra le note flebili del vento.

Al tempio se ne accorgono in molti, Simenone, Anna ma oggi chi si accorge della Sua voce silenziosa nel vortice del rumore? Dobbiamo essere attenti ad ogni singolo richiamo del silenzio alla voce del silenzio. Maria e Giuseppe sapevano perché credevano eppure si stupiscono ancora per quello che viene detto loro. Chissà se anche oggi riusciamo a stupirci di quello che ci viene detto “sul Bambino”?

Roberto

Lc 2. 36-40

giovedì, dicembre 30th, 2010

Lc 2. 41-51

sabato, luglio 2nd, 2011

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In giornata verrà inserito il commento al Vangelo.

Luca 2. 22-40

venerdì, dicembre 30th, 2011
gesu-big

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“Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Leggi il commento


Luca 2. 41-51

mercoledì, aprile 1st, 2009

Alcune considerazioni personali.

Io non so se i segni esistono, e quale significato possano avere ma vi posso assicurare che molto di quello che è successo in queste tre settimane è stato per me un segno continuo.

Ogni parola letta nei vangeli del giorno li sentivo come parte di me e della mia vita. Era come se Gesù mi parlasse in prima persona e mi mettesse di fronte a tutte le mie debolezze e le mie mancanze, fino ad arrivare ad oggi dove la sorte mi ha scelto per commentare il vangelo nel giorno in cui si ricorda San Giuseppe e dedicato a tutti i papà

Faccio una confidenza assolutamente inusuale per me e senza la quale quello che scrivo può apparire insensato, ma in tutti questi anni ho avuto bisogno di ricercare attraverso Gesù quella figura paterna che è venuta a mancare.

Così oggi mi ritrovo a commentare il vangelo nel giorno di San Giuseppe, padre di Gesù.

Questa mattina mentre leggevo il vangelo ho immaginato la scena di Giuseppe e Maria che presi da preoccupazione si recano a cercare Gesù che avevano perso a Gerusalemme, e mi ha colpito il fatto che non era Gesù ad essersi perso,  Lui era perfettamente al Suo posto ad occuparsi delle cose del Padre Suo.

Al contrario erano i suoi genitori ad averlo perso e confrontando questa scena con la realtà di tutti i giorni ho pensato che capita spesso anche a noi di perdere Gesù presi dalle mille preoccupazioni e problemi quotidiani.

Così anche noi come Giuseppe e Maria corriamo a cercarlo e purtroppo spesso questo coincide solo quando le situazioni che affrontiamo sono più grandi di noi e quindi ci ricordiamo di Gesù solo quando ne abbiamo strettamente bisogno.

Questo atteggiamento potremmo modificarlo imparando proprio da Giuseppe e Maria che al contrario di noi hanno cercato Gesù perché in quanto loro figlio lo amavano e in quel momento avevano perso la cosa più bella della loro vita.

Successivamente nella risposta che Gesù da ai suoi genitori secondo me sta tutta la bellezza di questo brano. Ci fa sapere che Lui è sempre al suo posto in mezzo a noi e che per cercarlo non dobbiamo affannarci tanto è sufficiente desiderarlo e amarlo.

Le ultime parole le voglio dedicare al santo del giorno.

Ho sempre pensato che la bellezza delle opere d’arte la facciano i piccoli dettagli e Giuseppe secondo me, in quanto personaggio minore del racconto evangelico è quel piccolo dettaglio assolutamente indispensabile dal quale ha inizio tutto quanto e senza il quale forse oggi parleremmo di un’altra storia.

In questa ottica anche noi, ispirandoci a Giuseppe possiamo considerarci nella nostra semplicità dei dettagli essenziali dell’opera di Dio.
Così come Giuseppe ha accettato coraggiosamente di entrare a far parte di un mistero più grande di lui anche noi dovremmo forse fare lo stesso e accettare di entrare a far parte del progetto di Dio cercando di darvi compimento.
Paul