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Commenti ai Vangeli : Luca

Giovanni


Marco


Lc 4. 1-13

domenica, febbraio 17th, 2013

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In giornata verrà inserito il commento al Vangelo.

Lc 4. 14-22

giovedì, gennaio 10th, 2013

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“Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”

Gesù, subito dopo aver vinto il diavolo nel deserto, torna là dove tutti lo conoscono bene, a Nazareth. Cosa fa? Va al bar o in piazza a salutare tutti? NO, entra in sinagoga in giorno di festa e si alza per leggere.. Oggi diremmo che: entra in chiesa di domenica e va a fare la Prima Lettura, non una lettura qualsiasi, ma quella che la Liturgia prevede quel giorno. Perchè dico questo? Perchè questa cosa “successa” a Gesù 2.000 anni fa è esattamente ciò che “accade” ad ogni Liturgia della Parola, ad ogni Messa! Alcune sottolineature del testo lo evidenziano:
a) “si alzò a leggere” (sta a lui fare la “Prima Lettura”)
b) “gli fu dato il rotolo” (= va all’ambone e trova il Lezionario con le letture di quel giorno)
c) “aprì il rotolo” (= Lezionario)
d) (dopo aver letto) “riavvolse il rotolo”
e) “lo riconsegnò all’inserviente”
f) “e sedette” (= torna a posto)
Insomma: quel che è successo QUEL GIORNO nella sinagoga di Nazareth si ri-attualizza durante ogni Eucaristia: “Lo Spirito del Signore è sopra di me.. mi ha mandato ad annunciare ai poveri il lieto annuncio” (= Vangelo), con la sola piccola-grande differenza che, mentre allora fu la Parola in persona a proclamare se stessa (un’autodonarsi!), oggi la Parola, Gesù, ha bisogno – affinchè ciò accada – di un corpo fisico, essendo “stato assunto in cielo” il suo. Ha bisogno del NOSTRO corpo, dei nostri occhi, della nostra bocca e della nostra voce, senza la quale non potrebbe donarsi alle nostre orecchie, grazie alle quali “OGGI” possiamo ascoltarLo!
Dry

 









Lc 4. 24-30

lunedì, marzo 4th, 2013

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“All’udire queste cose tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno”. Lo sdegno di cui parla il Vangelo di Luca è il non accettare da parte di chi si trovava nella sinagoga le parole di Gesù, quasi come se pensassero: ” ma come si permette di parlare così, lui, che è nato e cresciuto qui a Nazaret. Chi crede di essere?”  Sono i pregiudizi e i preconcetti che causano ai presenti nella sinagoga la chiusura del cuore e fanno scattare quell’invidia che spinge e cacciare fuori Gesù e a volerlo uccidere. Scrive Spidlik riguardo all’invidia che è un sentimento strano che gli autori orientali chiamano tristezza psicologica. ” La tristezza ci fa credere che basterebbe cambiare qualcosa e le cose tornerebbero a posto. La tristezza ci fa credere talvolta che basterebbe eliminare qualcuno per ritrovare la pace. La tristezza è un odio e quest’odio porta i nazareni quasi a commettere un omicidio. Ma l’unico odio che il cristiano deve provare è quello verso il peccato. L’unica tristezza del cristiano è la tristezza del peccato che vede commettere. La tristezza causata dal successo di un altro è il contrario dell’ amore. L’amore si oppone all’invidia e deve occupare tutto il cuore perché l’invidia non prevalga. ” E’ vero, il cuore dovrebbe essere occupato tutto dall’amore , ma com’è difficile che questo avvenga…purtroppo nel nostro cuore ci sono troppi spazi che non sono occupati dall’amore e che generano pensieri, parole e azioni che creano fatiche e strappi nelle nostre relazioni. Solo la preghiera e la grazia di Dio può “ripulire” questi spazi e riempirli d’amore. Tizi

Lc 4. 31-37

martedì, settembre 4th, 2012

 

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“Taci! Esci da lui!” è l’imperativo netto col quale Gesù ordina al demonio di uscire dal poveretto che aveva appena posseduto; Gesù che – ci dice Luca – si era appena trasferito da Nazareth (paese in cui era cresciuto) a Cafàrnao (“base” del suo ministero pubblico), percorrendo una quarantina di Km in discesa, dalla collina fino ai 212 metri sotto il livello del mare del lago di Tiberiade,  una sorta di discesa “spirituale”, simbolica: come se Gesù piombasse in profondità (nb: inferno significa letteralmente “che sta sotto”) per andarsi a riprendere chi è caduto nelle grinfie di Satana! E così accade.
Luca inoltre, più di altri evangelisti, sottolinea l’autorità del Maestro attraverso due aspetti: il suo insegnamento e i gli esorcismi che compie. Di fronte ad entrambi gli astanti rimangono stupidi, meravigliati.
Di fatto assistiamo oggi ad una POSSESSIONE “indebita”: il demonio (uno dei tanti modi in cui è definito il maligno nella Scrittura) si vuol prendere ciò che non è suo, e vuol agire là dove non gli compete. Perchè “indebita”? Ce lo dice Paolo nella prima lettura: <<noi.. abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio>> (1Cor 2,12); <<noi abbiamo il pensiero (lett. “la mente”) di Cristo (1Cor 2,16).. Siamo cioè POSSEDUTI DA CRISTO, che PENSA, AMA, VIVE, MEDITA, SCEGLIE, ECC.. in NOI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E’ una cosa enorme! Tuttavia non si tratta di una possessione forzata, come quella del maligno: lo Spirito che ci abita agisce in noi nella misura in cui glielo permettiamo: pensa in noi se lo lasciamo pensare; ama in noi se lasciamo che sia Lui ad amare..
Dry

 




Lc 4. 38-44

mercoledì, settembre 5th, 2012

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Lc 4,38-44 siamo chiamati ad annunciare Gesù,la sua parola,il suo disegno di salvezza ,annunciare che Lui è vicino a noi  e desidera che siamo felici. Non basta annunciare solo con le parole,ma anche e soprattutto con la nostra vita ,con l’amore,la carità. Il bene è segno della presenza di Dio ,  lui ci invita ad essere nel bene …sempre anche quando siamo tristi ,abbiamo il cuore ferito  e stiamo male…è proprio nella fatica che lo incontriamo ….,Lui passa, si manifesta e ci guarisce ,come ha fatto con la suocera di Simone …grazie Signore perchè sei vicino a noi!! Gennj

Luca 4. 24-30

lunedì, marzo 16th, 2009

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“In quel tempo, giunto Gesù a Nazaret, disse al popolo radunato nella sinagoga: “In verità vi dico: nessun profeta è bene accetto in patria. Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Zarepta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro”.
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

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