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Commenti ai Vangeli : Luca

Giovanni


Marco


Lc 5. 12-16

venerdì, gennaio 11th, 2013

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Dalla richiesta del lebbroso ” Se vuoi puoi sanarmi ” fatta a Gesù credo si possa imparare qualche cosa di più che non sia la semplice richiesta di guarigione ma la capacità e l’umiltà di rivolgerci a Lui per chiedergli di sanarci da tutto ciò che in qualche modo ci allontana da Lui.
La malattia teneva lontano il lebbroso non solo da Gesù ma da tutti.
Guardando l’atteggiamento del lebbroso mi chiedevo quanto ognuno di noi riesce a rivolgersi veramente a Gesù per chiedergli con convinzione di sanarci dalle migliaia di cose che ogni giorno ci allontanano da Lui e dai suoi insegnamenti, oppure più semplicemente da tutte quelle cose che ci donano solo felicità apparenti ed estemporanee.
Mi chiedo quindi a chi è veramente rivolto quel ” se vuoi “, a Gesù o a noi, in quanto credo che Gesù in realtà sia sempre pronto a guarirci dai nostri mali, ma credo anche che Lui possa farlo solo se noi lo vogliamo veramente.
Credo anche che per poter volere veramente di essere sanati da Gesù dovremmo essere capaci di mettere in discussione noi stessi e il nostro modo di vivere ma non so fino a che punto siamo in grado di spingerci per chiedere a Gesù una vera e profonda guarigione.
Paolov






Lc 5. 17-26

lunedì, dicembre 6th, 2010

La liturgia delle ferie d’Avvento ci propone oggi il brano della guarigione del paralitico. Proviamo ad entrarci dentro.. Prima di tutto immaginiamoci la scena: Gesù si trova – subito dopo essersi ritirato “in luoghi deserti a pregare” – in una casa, sommerso dalla folla, tanto che chi è fuori non riesce proprio ad entrare. Stava insegnando e guarendo; evidentemente il suo operare aveva prodotto già una grande eco, tanto che farisei e scribi vengono a vederlo da ogni dove: Galilea, Giudea e Gerusalemme.

D’un tratto ecco  “alcuni uomini”, Luca non specifica quanti, che portano su una barella rudimentale un uomo paralizzato, probabilmente un loro amico. Loro obiettivo è  “metterlo davanti a Gesù”. Siccome non riescono a passare, tanta è la gente, s’ingegnano e lo calano dal tetto!

Per noi il brano è ormai ascoltato e riascoltato, ma se proviamo ad immedesimarci in quanto accade la scena è davvero strana, quanto d’impatto: un tetto che si scoperchia e un uomo che discende dall’alto, fino a diventare, una volta giunto a terra, il centro assoluto dell’attenzione. Gesù, ammirata la fede degli amici.. guarisce lui!? Questa sì è intercessione. Meglio, vedendo la fede di quelli  “perdona i peccati di lui”, ma “scribi e farisei”  si indispongono: “solo Dio può tanto..chi si crede di essere  costui!?”. Da un lato ci hanno preso, infatti solo Dio può; dall’altro però non si sono accorti che quell’uomo che hanno di fronte è proprio Dio!

Ecco allora che Gesù compie un’operazione sottile e, da vero pedagogo, si fa capire con una domanda concreta: ”  Pensate sia più semplice guarire qualcuno che perdonargli i peccati? Bene, se è questo che pensate allora “Alzati e cammina” – dice al tale. Vi sto dicendo che sono Dio.. è chiaro? Vi sto dicendo che sono qui per perdonarvi.. chiaro?”.

Non tanto, credo, dato che gli spettatori se ne vanno dicendo “oggi abbiamo visto cose prodigiose”, è cioè sull’azione che si soffermano, non su chi l’ha compiuta.

La scena è dunque forte, come forte è quella vista più e più volte da chi, durante l’evangelizzazione di strada, ha visto ragazzi dal cuore paralizzato (sclerocardia) entrare in chiesa, portati da “alcuni uomini” perché stessero “davanti a Lui”, il solo a poterli perdonare e guarire. Che poi è quanto è accaduto e accade, forse in maniera più “quotidiana”, ad ogni convivenza..

Slim

Lc 5. 17-26

lunedì, dicembre 10th, 2012

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“Che cosa è più facile?”, una domanda che potremmo tradurre anche “Cosa vedi?”, oppure “Cosa desideri?”, “Per chi/cosa lotti e vivi?”, e via dicendo… Il perchè è presto detto: Gesù viene accusato dagli scribi e dai farisei di esser un bestemmiatore, ma la bestemmia possiamo intenderla almeno in tre accezioni:
1. accusa rivolta a Dio
2. arrogarsi prerogative e poteri che in realtà sono di Dio: è il motivo per cui è accusato Gesù e condannato a morte, così come Stefano dopo di Lui..
3. ..ne deriva che bestemmiare è allora non fidarsi di chi davvero ci può salvare, illudendoci che siano altri o altro a salvarci
Sono dunque coloro che accusano Gesù ad essere bestemmiatori, poichè non credono che Egli possa salvare l’ UOMO (termine col quale, non a caso, Gesù si riferisce al paralitico) totalmente (= guarigione spirituale) e non solo parzialmente (= guarigione fisica).
A chi invece, anche e soprattutto grazie ai suoi amici, crede a ciò, Gesù dice “Torna a casa tua”, che secondo Sant’Ambrogio significa “Torna in paradiso”!
Il fatto è che, io per primo, siamo troppo legati al corpo, alla terra, al parziale, motivo per cui Gesù ci chiede: “Cos’è più facile?”
Dry








Lc 5. 17-26

lunedì, dicembre 10th, 2012

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Di questo passo mi sono rimasti in mente 2 cose
1.che abbiamo sempre bisogno dell’altro per salvarci,o comunque che l’altro può darci una mano in un momento di difficoltà come fanno gli amici col paralitico
2.che a volte chiediamo che ci sia guarito il corpo,perchè è la cosa più evidente che possediamo,e spesso ci dimentichiamo di chiedere aiuto per la nostra anima,di cui il corpo è poi lo specchio
lucia




Lc 5.17-26

lunedì, dicembre 5th, 2011

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“Un giorno sedeva insegnando. Sedevano là anche farisei e dottori della legge, venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. 
Ed ecco alcuni uomini, portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo passare e metterlo davanti a lui. 
Non trovando da qual parte introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti a Gesù, nel mezzo della stanza. 
Veduta la loro fede, disse: «Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi». 
Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere dicendo: «Chi è costui che pronuncia bestemmie? Chi può rimettere i peccati, se non Dio soltanto?». 
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Che cosa andate ragionando nei vostri cuori? 
Che cosa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina? 
Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati: io ti dico – esclamò rivolto al paralitico – alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua». 
Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e si avviò verso casa glorificando Dio. 
Tutti rimasero stupiti e levavano lode a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».”

Uomo ti sono perdonati i tuoi peccati! Gesù non lo dice solo al paralitico ma lo dice ad ognuno di noi…quale miglior momento per sentirsi riconciliati a Lui, purificati dal Suo amore, se non nel momento dell’Avvento? il periodo in cui stiamo aspettando la sua nascita nei nostri cuori! non cadiamo nella tentazione dei farisei, cioè in quella di non credere che Gesù ci ama così tanto da non poter perdonare i nostri peccati!  Lui opera in noi la VERA liberazione, che solo Lui può donarci! la liberazione dalle nostre “paralisi”, non solo fisiche, ma proprio di quelle del cuore! e cosa altrettanto importante è la rezione del paralitico: “subito egli si alzò, prese il lettuccio e si avviò verso casa GLORIFICANDO DIO”: ecco il nostro atteggiamento! non dimentichiamoci di dire i nostri GRAZIE a Dio! egli ci ama, e noi non possiamo che amarlo di conseguenza, dicendogli grazie per tutte le meraviglie che succedono nella nostra vita, per tutti i cambiamenti che avvengono nel nostro cuore! quindi, senza timore: chiediamo a Dio di essere guariti, affianchiamoci al sacramento della confessione in questo momento di attesa, Lui perdona ogni peccato! e ovviamente: RENDIAMOGLI I NOSTRI MOLTEPLICI GRAZIE!

Pet

Luca 5. 27-32

sabato, febbraio 16th, 2013

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“In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi!”. Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla di pubblicani e d’altra gente seduta con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: “Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?”. Gesù rispose: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi”. Leggi il commento