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Commenti ai Vangeli : Luca

Giovanni


Marco


Lc 9. 18 – 22

venerdì, settembre 25th, 2009

“Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

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Lc 9. 18-22

venerdì, settembre 23rd, 2011

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Gesù se ne sta a pregare, lui solo e i discepoli. Quando Lc riporta Gesù che prega, sottolinea la sua relazione speciale e intima col Padre: siamo al cuore della preghiera personale: pregare Dio è stargli davanti come figli, a immagine del Figlio! Ma questo cosa significa concretamente? Significa che se chi ho davanti a me è mio padre (babbo, papà, papy, ecc..), a lui vado benissimo già così, mi ama da matti come sono, con tutti i miei difetti e limiti, che lui tra l’altro ama profondamente (?!). Quindi non devo dimostrargli proprio niente. Direi che non devo nemmeno chiedergli niente, poichè mi ha già dato tutto (serve solo che me ne accorga..). Tuttavia quel chiedergli (e dobbiamo domandare di brutto, a rotta di collo, alla grande e senza sosta: non aspetta altro!) serve a noi per esplicitarci ciò che desideriamo non tanto avere ma essere: sempre più noi stessi, come lui ci ha pensati da sempre!

Gesù pone “LA” domanda della vita, qualla da un milione di punti, a coloro che ha scelto. Lo fa però in due momenti:

a) “Le folle..”, la massa indistinta, l’opinione comune, ecc.. chi sono io per la gente? Cosa avete carpito? Che aria tira in giro sul mio conto? Potremmo tradurla con un genericissimo “La gente oggi crede in Dio?”. Ma è molto, troppo generica, è una domanda per tutti e nessuno. Spesso ci si nasconde dietro a quelle tre lettere.

b) “Ma voi..”, voi che ho chiamato personalmente, a ciascuno di voi: proprio a te Pietro, proprio a te Giacomo, dico a te Giovanni, ecc.. per te io chi sono? Tradotto: che io (Dio) esista o meno, nel concreto della mia vita ti cambia poco, la rivoluzione scatta nel momento in cui realizzi che Io ci sono “per te” (= Emmanuel), che voglio avere a che fare proprio con te, messo come sei!?!

Ecco allora che, e solo a questo punto, scatta una risposta personale: alla CHIAMATA segue il “CI STO”; alla PROPOSTA che ti cambia la vita succede la RISPOSTA, la disponibilità a lasciartela cambiare. Alla VOCAZIONE (che è chiamata X TUTTI a una vita piena, NON SOLO a diventare PRETI E SUORE!!! Ma quando lo avremo capito saremo già nella cassa..) fa posto una RESPONSABILITA’. E’ solo l’essere responsabile (= disposto a rispondere concretamente a quella chiamata) che mi abilita ad essere protagonista nella vita: finchè delego, scanso o fingo di non sentire questa domanda sussurrata al cuore: “Ma per te………. chi sono?”. In fondo è una velata proposta di fidanzamento. Già, Gesù è un vero amante, il vero Casanova: CI PROVA CON TUTTI! Eppure – e questo fatichiamo a comprenderlo – pur dandosi totalmente a tutti non si divide: l’amore TOTALE che propone a Giulio è lo stesso (totale) che propone a Erika, a Marco, a Simona, e via dicendo.

Che tipo sto Gesù..

Dry

Lc 9. 22-25

giovedì, marzo 10th, 2011

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RINNEGARE SE STESSO

Queste parole hanno un importante significato, a volte pensiamo che voglia dire farsi del male,annullarsi,ma non è esattamente così, visto con gli occhi della fede e della fiducia è il contrario. Significa amare Dio, amare i fratelli e di conseguenza amare noi stessi che è la parte più difficile perchè ci viene chiesto di rinunciare al nostro egoismo ed egocentrismo. Dovremmo concentrarci sull’ascolto dell’altro per avere uno sguardo più attento su di lui e cercare di non ferirlo. Penso che sia possibile tutto questo solo con la grazia di Dio che purifica i nostri cuori e ci fa vedere se stesso in chi abbiamo accanto.

Gennj

Lc 9. 22-25

lunedì, febbraio 27th, 2012

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Che fatica deve essere stata per i discepoli quando Gesù gli ha detto il suo destino. Prima sassata: essere rifiutato, seconda sassata: essere ucciso. Probabilmente erano già disperati quando nel suo dire arriva la parola Resurrezione. Come si può accettare che un amico debba passare per pene così grandi, perfino attraverso la morte? I discepoli avevano creduto nelle sue promesse di una vita nuova, ma come era possibile che il loro Maestro dovesse subire tutto questo? Ma poi Gesù rincara la dose: non solo lui sarà rifiutato e ucciso ma anche loro, anche noi, per seguirlo, dovremo rinnegare noi stessi, portare la croce, perdere la vita. Solo così, ci dice Gesù, saremo salvi. Un Vangelo che ci viene a scuotere nell’intimo, che scardina quelle poche certezze che abbiamo. Gesù ci chiede una conversione totale: quale tempo migliore per farlo? Abbiamo una quarantina di giorni in cui fare “prove di salvezza” certi che il terzo giorno arriverà.

Lc 9. 28-36

domenica, febbraio 24th, 2013

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Lc 9. 43-45

sabato, settembre 24th, 2011

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Lc 9. 46-50

lunedì, settembre 28th, 2009

“In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi”.

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Lc 9. 46-50

lunedì, ottobre 1st, 2012

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Lc 9. 51-56

martedì, settembre 27th, 2011

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Lc 9. 57 -62

mercoledì, ottobre 3rd, 2012

In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio». Leggi il commento