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Commenti ai Vangeli : Luca

Giovanni


Marco


Lc 12. 1-7

venerdì, ottobre 19th, 2012
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Lc 12, 1-7 Oggi il vangelo ci da diversi input x riflettere,ma mi vorrei soffermare sull’amore che Dio ha x ognuno di noi. Ci dice più volte di non aver paura, nessuno di noi sarà dimenticato davanti a Dio. Niente è casuale, se pensiamo che anche i capelli del nostro capo sono contati e che valiamo più di molti passeri. E’ tutto disegnato da Lui, solo che a volte il tratto della Sua matita non è visibile agli occhi del nostro cuore e non riusciamo a capire quale sia il suo progetto. Credo che questo dipenda molto da noi, xchè non sempre ci accorgiamo della Sua presenza nella nostra vita e andiamo avanti da soli  contando solo sulle nostre forze. Se solo immaginassimo il bene che Dio ci vuole non avremmo più  paura , Lui ci ama e siamo un prodigio ai Suoi occhi, ma spesso ce lo dimentichiamo. Gennj

Lc 12. 13-21

lunedì, ottobre 17th, 2011

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“…non arricchisce davanti a Dio…”

Mentre mi ripeto questa frase, oggi mi risuona in mente la domanda ascoltata stamattina dal sacerdote: quanto il pensare ai nostri beni ci divide dai nostri fratelli?

Ed è così…il pensare ai beni, al denaro, al lavoro, spesso mi rende cieca e sorda, me ne accorgo quando stacco, quando mi prendo del tempo per accumulare beni spirituali, quelli che hanno il potere di arricchire unendo, perchè a volte anche lo stare davanti a Gesù con semplicità mi apre occhi e orecchie…e tutto assume una visione più dolce, una visione che non è preoccupazione per il futuro, ma è speranza e fiducia in Dio, che sa già di quali cose abbiamo bisogno. E’ quando riesco aad aprire i miei occhi e le mie orecchie che mi sento ricca davanti a Dio, quando l’ansia viene sconfitta dalla serenità e dalla speranza e riassaporo quanta dolcezza può donare anche un piccolo gesto di carità.

Lc 12. 13-21

lunedì, ottobre 22nd, 2012

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“La sua vita non dipende da ciò che possiede”.
Il male più grande di oggi è l’ansia del possedere, chi più ha, meglio sta. E oltre all’ansia si associa il desiderio e la speranza che l’avere grandi beni possa significare di stare meglio sia con noi stessi sia nei confronti della vita. Gesù, con la sua immancabile capacità di arrivare con semplicità al punto della questione, ci “sveglia” e ci rende accorti sul nostro rapporto che abbiamo verso i beni materiali. Ci chiede: ma davvero è questo che salva? davvero è la quantità di cose che si riesce ad avere che colma i vuoti della nostra vita? no. le cose del mondo sono fallaci e instabili, non ci danno certezza sul domani e su quanto vivremo! non ci danno felicità infinita nè l’eternità. spesso diventano ostacolo verso Dio, quando siamo troppo concentrati sul lavoro, i soldi e le cose che abbiamo, e siamo così presi da tutto ciò che ci dimentichiamo di pregare, ci dimentichiamo del’altro, di quanto è importante l’amore, il cammino verso la felicità. quanto siamo noi attaccati ai nostri beni?quanto essi ci schiavizzano e non ci rendono liberi di camminare verso Dio? Grazie Signore per la parola che oggi ci doni, per i consigli che dai alle nostre anime per vivere con felicità 🙂

Petra


Lc 12. 35-38

martedì, ottobre 23rd, 2012
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!». Sono pronta? Io che sono sempre in ritardo agli appunamenti, che a volte ho la sensazione di stare sul fuso di Greenwich quando la vita è su quello di Roma, che scrivo il commento al Vangelo in ritardo… sono pronta ad aprire a Gesù subito appena bussa alla mia porta? Quando arriva all’improvviso? Quando mi chiede di seguirlo inaspettatamente provocando la mia pigrizia e la mia indolenza? E’ questa la domanda che Gesù mi pone nel Vangelo: di fare la mia parte, quel poco per permettergli di entrare…essere solo più attenta al tocchettio sulla porta, fare da usciere, poi lui penserà a tutto. Mi farà sedere a tavola, mi nutrirà col suo amore, mi consolerà quando avrò paura…in fondo mi chiede davvero così poco, eppure quante volte mi è sembrato tanto, troppo, quante volte mi sono messa in un angolino, dietro la porta, con le mani sulle orecchie, perchè avevo paura di qualsiasi cambiamento. Ma Lui è tenace, conosce il mio cuore ed ha sempre atteso ed ogni volta che ho aperto è stato un miracolo di Resurrezione…basterebbe avere solo un po’ più memoria di tutti questi miracoil per sperimentare ogni giorno la beatitudine che Gesù ha riservato per ciascuno di noi!

Lc 12. 39-48

mercoledì, ottobre 24th, 2012
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Leggendo questo brano di vangelo la frase che sempre più mi risuona è “a chiunque fu dato molto molto sarà chiesto, a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più, e spesso la tentazione è di dire , si è vero che mi è stato affidato tanto ma non sempre mi sento in grado di rispondere e dire che sono disposto a spendermi in tutto e per tutto.Poi guardo chi e che cosa mi è stato affidato e allora mi rendo conto che dare molto di più è ciò che il Signore pensa sia il mio bene e ciò che mi fa crescere e capire il suo progetto sulla mia vita. Ciano

Lc 12. 39-48

mercoledì, ottobre 19th, 2011

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“…non arricchisce davanti a Dio…”

Mentre mi ripeto questa frase, oggi mi risuona in mente la domanda ascoltata stamattina dal sacerdote: quanto il pensare ai nostri beni ci divide dai nostri fratelli?

Ed è così…il pensare ai beni, al denaro, al lavoro, spesso mi rende cieca e sorda, me ne accorgo quando stacco, quando mi prendo del tempo per accumulare beni spirituali, quelli che hanno il potere di arricchire unendo, perchè a volte anche lo stare davanti a Gesù con semplicità mi apre occhi e orecchie…e tutto assume una visione più dolce, una visione che non è preoccupazione per il futuro, ma è speranza e fiducia in Dio, che sa già di quali cose abbiamo bisogno. E’ quando riesco aad aprire i miei occhi e le mie orecchie che mi sento ricca davanti a Dio, quando l’ansia viene sconfitta dalla serenità e dalla speranza e riassaporo quanta dolcezza può donare anche un piccolo gesto di carità.

Lc 12. 49-53

giovedì, ottobre 25th, 2012
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” Sono venuto a gettare fuoco nella terra”.  Gesù è vivo e presente nelle nostre vite, Cristo ci chiede di seguirlo e di essere radicali nella nostra vita. Una volte che abbiamo sperimentato cosa vuol dire essere di Dio, questa radicalità ci viene chiesta , almeno per me nella quotidianità, nelle piccole cose della mia vita, nella vocazione in cui mi ha pensato che è tanto concreta e quotidiana che a volte sembra banale,  ma mi rendo conto che è dicendo tutti questi e tanti piccoli sì che tengo acceso il suo fuoco. Elena

Lc 12. 49-53

venerdì, ottobre 21st, 2011

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In giornata verrà inserito il commento al Vangelo.

Lc 12. 49-53

giovedì, ottobre 25th, 2012

 

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“Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera”.

Il vangelo è una miniera d’oro, e dovo credevi ci fosse solo terra prima o poi trovi qualcosa che luccica! Col passare degli anni, crescendo, vengo colpito da passi che prima di quel momento non avevano suscitato in me grosso interesse. Avviene però anche il contrario e il vangelo di oggi, nella mia vita, ne è un esempio lampante. Quando avevo vent’anni leggevo questo vangelo e mi ci rispecchiavo appieno, vivevo in costante contrasto con la mia famiglia e molto era dovuto, oltre che dal mio spirito ribelle, anche a questo “fuoco” che Gesù ha acceso in me quando l’ho conosciuto. Proprio alcune scelte in nome di Gesù hanno creato piccole divisioni con la mia famiglia. Nel tempo i contrasti sono diminuiti e ora sicuramente vivo una fase più matura e pacifica e sento che è la strada giusta. Leggendo ora questo vangelo rimango doppiamente spiazzato: mi vengono i dubbi, ma questa “pace” con la mia famiglia d’origine l’abbiamo costruita oppure è frutto di qualcos’altro? E penso subito che forse il motivo è che il mio “fuoco” si è affievolito e quindi negli anni ho accettato piccoli compromessi che mi hanno evitato di mettermi in discussione evitando scontri e sofferenze di relazioni così importanti.
Inoltre ora che sono anche genitore, questo vangelo è come un pugno nello stomaco e un po’ scherzando (e un po’ no) egoisticamente penso “Già adesso coi figli ci sono divisioni, e i bimbi sono ancora così piccoli! Forse è meglio che non leggano mai questo vangelo. Forse è meglio che non conoscano questo pazzo di nome Gesù, non aggiungiamo altra benzina al fuoco della discordia!”. Ecco, ci sono appena ricaduto di nuovo! Pensare che i figli siano cosa propria e che debbano rispondere ai propri disegni e alle proprie volontà.
Quello che vuole dirmi oggi Gesù è proprio questo: l’Amore, per essere perfetto, non deve farsi condizionare dalle rotture e dalle divisioni, perchè queste non si possono evitare, qualunque sia la causa.L’Amore resiste alle divisioni e agli allontamenti… allora per concludere questa preghiera non posso fare altro che andare a leggere la parabola del figliol prodigo e contemplare l’abbraccio benedicente di Dio Padre verso i suoi figli!
Marco P.

 




Lc 12. 54-59

venerdì, ottobre 26th, 2012
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Perchè non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?... Nel vangelo di oggi troviamo un Gesù amareggiato, dispiaciuto di fronte a uomini capaci di leggere i segni terreni ma incapaci di stupirsi di fronte al mistero di Gesù lì vivo e presente davanti ai loro occhi. Forse anche al giorno d’oggi è cosi, siamo sempre più bravi a capire e spiegare, e sempre meno abituati a rivolgersi con fiducia e speranza a Gesù…troppo spesso lo mettiamo in disparte o lo disturbiamo solo per motivi stupidi e egoistici o ancora peggio molti non lo riconosciamo più…ma se solo sapessimo che è lui che dà motivazione, luce e forza di vivere al nostro presente; ci illumina a discernere e giudicare con rettitudine le decisioni quotidiane, per essere in comunione con Dio e con i fratelli , la nostra vita sarebbe “piena” e ricolma di gioa e felicità…”solo Dio Basta!”. Francesca