PuntoGiovane

Commenti ai Vangeli : Luca

Giovanni


Marco


Lc 14. 1-6

venerdì, ottobre 29th, 2010
clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

“Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.”

La tenerezza di Gesù si esprime in un gesto semplice: lo prese per mano. Come il gesto dei genitori verso i bimbi per guidarli e proteggerli o come il gesto di due amici o innamorati che si vogliono dire “sono qui con te”. Una tenerezza mai invadente, che arriva anche senza che la chiediamo, nel momento di fatica, timore o sofferenza. Lo congedò: la gratuità. Gesù ci lascia liberi e ci ama sia che gli diciamo SI, sia che gli diciamo NO, ci guarisce lo stesso.

E’ l’amore, la tenerezza, che rompe le nostre rigidità, le nostre malattie…quante guarigioni ha operato Gesù con la potenza del Suo amore?!…

Grazie Gesù per tutte le guarigioni che ogni giorno compi in ognuno di noi, ti affido il cuore dei giovani, affinchè nella loro grande sete possano sperimentare la potenza e la tenerezza del tuo amore per loro.

Claudia

Lc 14. 7-11

sabato, novembre 3rd, 2012
clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

Lc 14, 1.7-11 In giornata verrà inserito il commento al Vangelo.

Lc 14. 25-33

mercoledì, novembre 7th, 2012
clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

Questo brano di Vangelo inizia una nuova sezione in cui Gesu’ si rivolge alle folle.  L’inizio e’ un invito a mettere Gesu’ stesso e l’amore per Lui prima di ogni altra relazione umana.  Poi si inseriscono due parabole riguardanti chi si accinge a intraprendere qualcosa di importante. Prepararsi per una grande impresa come la costruzione di una torre o l’affrontare un esercito non sono cose in cui ci si puo’ improvvisare, in cui si puo’ viaggiare sull’onda dell’entusiasmo del momento,  senza valutare costi, mezzi a disposizione ed energia necessarie all’impresa, per non rischiare di arenarsi e rimanere a meta’ strada. Gesu’ conclude poi con la necessita’ di rinunciare a tutto per Lui. Allora cosa vuole dirci Gesu’? Forse che per seguirlo non basta lasciarsi trasportare dall’onda emotiva, e dopo? Finisce tutto? Gesu’ ci mette in guardia perche’ seguirlo e’ impegnativo, bisogna valutare cosa sei disposto a fare, quanto sei disposto a metterti in gioco e anche a rimetterci la faccia, ma anche a guardarti dentro prendere coscienza  e accettare quello che sei e che hai. Allora penso a come sono io, che tante volte sono partita in quarta seguendo l’entusiasmo e dopo e’ arrivato lo sconforto, perche’ magari facevo affidamento solo sulle mie capacita’ e le mie forze. Tu Signore, conosci tutte le mie debolezze e i  miei limiti, ma vuoi che le riconosca e le accetti anch’io, solo cosi’ ti posso mettere davanti a tutto e prima di tutto, solo cosi’ nell’impresa non si rimane a meta’ strada.  Tizi

Lc 14. 25-33

mercoledì, novembre 7th, 2012

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

“..mio discepolo”

Il DISCEPOLO è “chi studia sotto la guida e alla scuola altrui”, “chi si attiene alla dottrina e al metodo di qualcuno”, “seguace di Cristo”.. il cui significato deriva dal latino “discere”, imparare. Il punto è dunque imparare da Gesù, ma cosa? A vivere. “Imparate da me, che sono mite ed umile di cuore”, ci dice. Facile a dirsi, a viversi un po’ meno. Eppure ce lo chiede, dunque, per quanto sia tosto, è sicuramente possibile. Nel brano di oggi Gesù è stra-radicale, poichè “non può essere suo discepolo” chi:  a) non va dietro a Lui (e lo stesso Pietro non aveva la minima intenzione di farlo, dunque siamo in buona compagnia..); b) non lo ama più del padre, madre, moglie, figli, fratelli, sorelle.. perfino della propria vita! c) non porta la propria croce…
Eppure ce lo chiede, e Lui sa quanto gli possiamo dare. Poi aggiunge alcuni esempi che – almeno di primo acchito – appaiono fuori luogo: 1) “Chi di voi dovendo costruire una torre.. Per evitare che.. se non è in grado di finire il lavoro, tutti.. comincino a deriderlo?”, oppure 2) “Quale re.. non esamina prima se.. può affrontare il nemico?”, come a dire: 1) Una volta iniziato a seguire Gesù non si può più tornare indietro! Immaginiamo se, proprio davanti alla croce (che non a caso ci chiede di portare) – come è successo ai Dodici dopo tanto tempo che lo seguivano!!! – mollassimo tutto e tornassimo “alla vita di prima”, da coloro che ci avevano osteggiato e deriso per la nostra scelta di seguirlo.. cosa accadrebbe? La risposta sarebbe una sola: TE L’AVEVAMO DETTO!! 2) Andare dietro a Lui non è puro “sentimentalismo”, ci vogliono (anche) calcolo e concretezza, FEDE e RAGIONE (perchè la fede, per certi versi, è quanto di più ragionevole ci sia!).  Su le maniche e via al lavoro! Se non altro “PER EVITARE CHE..” Dry


Luca 14. 1-6

venerdì, ottobre 31st, 2008
Clicca per ascoltare il Vangelo di Gesù

Clicca per ascoltare il Vangelo di Gesù

“Un sabato Gesù era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Davanti a lui stava un idropico“. Ironia della sorte davanti a Gesù stava un malato di idropisia, un uomo gonfio, sproporzionato di misure, quando poco prima Gesù raccontava ai suoi discepoli la difficoltà ad entrare nella porta stretta. Davanti a lui stava probabilmente un uomo rigonfiato dal lievito dei farisei e comunque un uomo malato. Quindi Gesù non esita a guarirlo. E’ sempre Lui il Dio della misericordia che vuole andare incontro al peccatore più difficile: il fariseo che presume della sua salvezza! Ma non è facile, risulterà per Gesù una battaglia persa. Gli viene posta contro la legge di Dio, il divieto del sabato. Quanto orgoglio e quanta cecità da parte dei farisei. Hanno davanti a loro il creatore di ogni legge e gli impongono i divieti. Cosa faccaimo per non lasciarci amare!

Luca 14. 12-14

lunedì, novembre 5th, 2012
clicca per ascoltare il Vangelo di Gesù
clicca per ascoltare il Vangelo di Gesù
“In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato: “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti”.

Leggi il commento

Luca 14. 15-24

martedì, novembre 6th, 2012

Clicca per ascoltare il Vangelo di Gesù

“In quel tempo, uno dei commensali disse a Gesù: “Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!”. Gesù rispose: “Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. Ma tutti, all’unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto. Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena”. Leggi il commento

Luca 14. 25-33

mercoledì, novembre 5th, 2008
clicca per ascoltare il vangelo di Gesù e trovare altri commenti

clicca per ascoltare il vangelo di Gesù e trovare altri commenti

In quel tempo, siccome molta gente andava con lui, Gesù si voltò e disse: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria per la pace.
Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”
.

Leggi il commento