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Commenti ai Vangeli : Luca

Giovanni


Marco


Lc 16. 1-8

venerdì, novembre 5th, 2010
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Oggi accade una cosa decisamente strana e abbastana controcorrente come Gesù è abituato a fare. Gesù loda ed innalza l’amministratore disonesto. Ma?! Come può essere..?

Gesù non ci sottolinea la disonestà dell’amministratore, non loda il modo di guadagnarsi un futuro di pace (il Regno?) ma il fatto che abbia fatto di tutto per guadagnare quel posto. La scaltrezza dell’amminastratore è un monito ai suoi discepoli e per tutti noi ad essere a nostra volta scaltri e svegli per non perdere la retta via e lo scopo della nostra vita. Seguire il Padre e guadagnarsi il Regno di pace e di amore promesso.

Roberto

Lc 16. 1-8

venerdì, novembre 4th, 2011

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Lc 16. 9-15

sabato, novembre 10th, 2012
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Lc 16. 9-15

sabato, novembre 5th, 2011

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Lc 16. 19-31

giovedì, marzo 24th, 2011

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Chi è il ricco? e chi è il mendicante?

Credo che in ognuno di noi ci sia una parte del ricco e una parte del mendicante. Eccoci nelle vesti del ricco in tutto ciò che di noi stessi non vogliamo condividere o mettere a servizio di Gesù, i doni che non vogliamo condividere, ma che vogliamo che gli altri ci ammirino, perchè così ci sentiamo importanti e stimati; siamo ricchi in tutti i doni sprecati che abbiamo accantonato, soffocato e non vogliamo fare emergere…se Dio ce li ha donati non è certo perchè fossero abbandonati e dimenticati! Siamo ricchi anche quando non doniamo, teniamo stretti per noi le gioie, gli affetti, l’amore, o parole che magari per qualcuno possono essere testimonianza.

E quando siamo il mendicante?

Tutte le volte in cui il nostro sguardo è rivolto al cielo e guardiamo il mondo con gli occhi di Gesù, ma anche tutte le volte in cui mendichiamo, quando vaghiamo assetati, in cerca di qualcosa che possa dissetarci, elemosiniamo gioia, affetto e felicità in tanti luoghi, ma non ci dissetiamo all’unica sorgente di acqua viva…Gesù e la Parola. Convertici Gesù, insegnaci a dissetarci e a cercare e pregare Te.

Lc 16. 19-31

giovedì, febbraio 28th, 2013

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Luca 16. 1-8

venerdì, novembre 7th, 2008
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“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “C’era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore.
L’amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno. So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua.
Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo: Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d’olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta. Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”.

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Luca 16. 19-31

giovedì, marzo 12th, 2009
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In quel tempo, Gesù disse ai farisei: “C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.
Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.
Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti.
Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.
E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento.
Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno.
Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti sarebbero persuasi”.

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Luca 16. 9-15

sabato, novembre 8th, 2008

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“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “C’era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore.
L’amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno. So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua.
Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo: Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d’olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta. Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”.

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