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Commenti ai Vangeli : Luca

Giovanni


Marco


Lc 17. 1-6

lunedì, novembre 12th, 2012
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<<Accresci in noi la fede!>> Gesù e i suoi si stanno dirigendo verso Gerusalemme, il luogo vertice della storia, ed egli vi si dirige, dice letteralmente il testo <<indurendo la faccia>>. Lc raccoglie qui una serie di piccoli insegnamenti per “irrobustire”  i suoi compagni di viaggio, in particolare su tre temi: 1)      Lo SCANDALO, che per la Bibbia non è qualcosa che fa scalpore o di cui vergognarsi, ma un ostacolo, una corda che mi vincola, una pietra che mi fa inciampare. I <<piccoli>> non sono i bambini ma i più deboli nella fede, coloro che, di fronte al nostro comportamento, possono rallentare o bloccare il loro cammino di fede. La nostra responsabilità è grande con chi ci circonda, e Gesù non ce lo manda a dire: <<State attenti a voi stessi!>>. 2)      Il PERDONO: <<se tuo fratello commetterà una colpa (il testo sottintende “contro di te”), perdonalo>>. Umanamente e giuridicamente è assurdo: tu mi danneggi e io ti azzero tutto!?! Umanamente è cioè impossibile perdonare, poi farlo sempre (questo il significato di <<sette volte>>, numero che nella Scrittura indica la pienezza, la perfezione).. Nel Padre Nostro diciamo <<rimetti a noi i nostri debiti “come” noi – cioè “di modo che”, “affinché ciò possa avvenire” – li rimettiamo ai nostri debitori>>: possiamo azzerare agli altri solo perché sperimentiamo che Qualcuno ha già azzerato e azzera continuamente a noi! 3)      La FEDE: gli <<apostoli>> sono per Lc i Dodici, i prescelti da Gesù, le colonne e fondamenta della nostra fede.. proprio loro gli dicono <<accresci in noi la fede!>>. Gesù risponde loro: <<se ne aveste quanto un granellino di senape>>, cioè come il seme più piccolo esistente, <<potreste ordinare a questo sicomoro (non gelso, traduzione forse errata) di “smammare” e andarsi a fare un giro al mare!>>. N.B.: qui Lc vuol accentuare un contrasto, tra la pochezza del granello di senape e la grandezza del sicomoro, un albero grande e robusto (non a caso Zaccheo vi ci sale per poter vedere Gesù). E poi questo <<accresci in NOI>>: come a dire che la mia fede è in qualche modo non vincolata o dipendente, ma aiutata o meno da quella di chi mi sta vicino, tanto che posso dargli scandalo.. Dry

Lc 17. 1-6

lunedì, novembre 12th, 2012

 

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Mi capita molto spesso di essere buono, gentile e comprensivo con tante persone e per questo ricevere anche dei complimenti e apprezzamenti. Ma la realtà è che mi viene facile farlo con quelle che frequento un’ora oggi e un’ora fra tre giorni. La vera sfida, per quanto riguarda il perdono, la trovo dura nei confronti di coloro che tutti i giorni per tutto il giorno mi trovo di fianco. Ecco che qui finisco di essere quella perfezione che mi piace tanto dimostrare di essere. Una persona che ci fa sette volte lo stesso torto nello stesso giorno non può che essere una molto frequentata. Che sia la mamma, il babbo, i fratelli e le sorelle, il moroso o la morosa, il collega di lavoro o il titolare, il punto è questo: quando passi troppo tempo con una persona le cose si accumulano e quando il vaso è pieno ogni singola piccola situazione diventa l’ultima goccia che lo fa traboccare. Leggi il commento

Lc 17. 11-19

mercoledì, novembre 14th, 2012
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I lebbrosi si fermarono a distanza da Gesù, perché dovevano esplicitare la condizione di reietti che la società aveva loro imposto… Spesso anche oggi le persone che si sentono impure, che sono schiave del peccato, gridano a Gesù nel silenzio del loro cuore, con i loro pianti, la loro rabbia, la loro cattiveria….ma gridano a Gesù perchè sono incatenati e non possono liberarsi, e nessuno li può aiutare…ma Gesù nonostante sia l’onnipotente di Dio non può far nulla se noi non ci mettiamo in cammino come hanno fatto i lebbrosi, se non diciamo almeno un si, anche piccolo, che poi la potente mano del Padre trasformerà in prodigio….Dio compie miracoli ma per farlo ha bisogno di noi!!!!! Dano

Lc 17. 11-19

mercoledì, novembre 14th, 2012

 

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Un samaritano, uno straniero che non ha mai visto Gesù, una persona disprezzata da tutto il popolo, lui solo è ritornato indietro per ringraziare Gesù che l’aveva guarito.
Degli altri nove non si menziona affatto la loro provenienza, questo lascia pensare che erano nove giudei, nove persone che già conoscevano Gesù, che probabilmente lo seguivano da tempo, che conoscevano già le sue parole d’amore, i suoi miracoli, eppure non si sono degnati di ritornare indietro per ringraziarlo per averli cambiato la vita, averli fatti rinascere.
In questo vangelo mi riconosco, mi vedo in uno di quei lebbrosi che continua a proseguire dritto senza nemmeno voltarsi per ringraziare, perché tutto è diventato così naturale, è così naturale vivere serenamente tutti i giorni, avere una casa e del cibo, avere persone care che ti sono vicino, amici, una chiesa, tutto ciò per cui si pensa che è anche inutile o scontato ringraziare e invece se solo mi fermo a pensare a quante grazie Dio mi ha donato piangerei di gioia.
Ma grazie a questo vangelo riconosco anche il samaritano, lo rivedo nei più lontani, in quelli che basta una parola di conforto per renderli pieni di luce, negli adolescenti che inconsapevoli sono diventati dei burattini ed allontanati dalla vera gioia a cui basta parlargli di Gesù e svelare l’amore che ha per loro per farli impazzire di gioia.
Quel samaritano lo vedo sopratutto nei ragazzi a fine convivenza, che ti abbracciano forte e ti ringraziano fino a quando non chiudi la porta del punto solo perché gli hai dato una piccola possibilità di fargli conoscere il Signore.
Pregherò affinché riesca a riconoscere tutti i doni e ogni persona che Dio mi ha messo accanto.

Emanuele

 






Lc 17. 20-24

giovedì, novembre 15th, 2012

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«Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Il Vangelo di oggi mi porta a considerare la Grandezza di un Dio che si manifesta nell’umiltà, senza colpi di scena plateali pensati ad arte per attirare l’attenzione. È un Dio che viene ad abitare su questa terra assumendo la nostra natura umana e prende dimora in una stalla fredda e buia. È il Dio della semplicità, delle piccole cose, di un’ordinarietà quasi disarmante ma che se vissuta fino in fondo porta alla pienezza, porta ad assaporare il Regno dei Cieli già qui sulla terra, perché così ci ha detto…il Regno dei Cieli è già in mezzo noi… peccato che a volte nell’attesa di un non so che di straordinario non ce ne accorgiamo neanche! Non siamo mai contenti, cerchiamo sempre qualcos’altro, in una corsa infinita e senza meta e non riusciamo ad assaporare con sguardo meravigliato e cuore esultante la straordinaria ordinarietà di ogni nostra giornata! Che la Parola di oggi possa essere davvero Luce per aiutarci a vivere in pienezza ogni nostra giornata e a sperimentare già da ora la bellezza del Regno di Dio presente in mezzo a noi!  

Sara


Lc 17. 20-25

giovedì, novembre 15th, 2012
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Non dobbiamo far molto conto sull’uomo, debole e mortale, anche se si tratta di persona che ci è preziosa e cara; né dobbiamo troppo rattristarci se talvolta ci combatte e ci contrasta. Quelli che oggi sono con te, domani si possono mettere contro di te; spesso si voltano come il vento. Questi cambiano in un momento e vengono meno rapidamente, mentre Cristo «resta in eterno» e sta fedelmente accanto a noi, fino alla fine. Riponi interamente la fiducia in Dio, e sia Lui il tuo timore e il tuo amore. Risponderà Lui per te, e opererà per il bene, nel modo migliore.

Lc 17. 20-25

martedì, novembre 18th, 2014

Lc 17. 26-37

venerdì, novembre 16th, 2012
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Quando Gesù ritornerà sulla terra dovremo fare i conti con noi stessi, abbiamo vissuto con sapienza o stoltezza la nostra vita? Oggi non ci accorgiamo della presenza di Dio accanto a noi, siamo disattenti ai segni di Dio, xchè siamo troppo presi dagli affari, dal potere,dalla ricchezza e dai piaceri della vita e soprattutto perchè non preghiamo abbastanza , la preghiera è fondamentale, è proprio nella vita quotidiana che Gesù ci da la possibilità di essere salvati, attraverso dei piccoli gesti fatti con amore e per amore. Quello che ci chiede è di vivere con amore , fedeltà, onestà non è poi così difficile non credete?Secondo me ci vuole solo un po’ di pazienza, volontà e soprattutto fede LUI CAMMINA DAVANTI A NOI ……COSA DOBBIAMO TEMERE? Gennj

Lc 17. 26-37

venerdì, novembre 16th, 2012

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Con queste parole Gesù vuole farci capire che la nostra vita è nelle sue mani e non nelle nostre,”CHI PUO’ AGGIUNGERE UN’ORA SOLA ALLA SUA VITA”? Nessuno!!

Non sappiamo quando Gesù arriverà e ci prenderà con se, penso alla morte che mi fa paura, ma penso anche alla vita ,che è un dono prezioso ,che non va sprecato e dato per scontato….anzi ogni attimo va  vissuto in pienezza come se fosse l’ultimo  e va vissuto con amore .

Gesù aiutaci ad essere pronti ,degni  quando verrai a prenderci ,insegnaci a ringraziare per ogni giorno che ci dai di vivere e soprattutto insegnaci ad amarti e ad amare chi ci è accanto !

Gennj

Luca 17. 1-11

mercoledì, novembre 12th, 2008

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“Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: “Gesù maestro, abbi pietà di noi!”.
Appena li vide, Gesù disse: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, furono sanati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: “Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?”. E gli disse: “Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!”.

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