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Commenti ai Vangeli : Luca

Giovanni


Marco


Lc 21. 1-4

lunedì, novembre 26th, 2012
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Il nostro sguardo sfugge ciò che è essenziale,  la profondità dello sguardo di Dio, invece, non si ferma alla superficie, ma raggiunge la profondità: e’ la profondità! E’ il cuore! E’ l’essenza! E’ l’Amore ! Guardare Dio come lui ci guarda è consegnare a Dio tutto cio’ che abbiamo: la nostra vita! Immergerci profondamente in uno sguardo d’amore è entrare in una relazione intima con Gesù e abbracciare e benedire che  egli ci ha donato la vita per Amore e che quindi noi gliela riconsegnamo per Amore, fiduciosi che Egli la farà risplendere per l’eternità! Come diceva il Piccolo Principe  “L’ essenziale e’ invisibile all’occhio” ed io sono d’accordo, per questo chiedo a Gesù di non stancarsi di convertirmi ogni giorno affinchè il mio sguardo verso di  Lui sia uno sguardo del cuore! Maru

Lc 21. 1-4

lunedì, novembre 21st, 2011
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Luca 21,1-4.
L’attenzione leggendo il vangelo è caduta subito sulle prime parole “Alzati gli occhi” ma allo stesso modo anche sulle ultime “ha dato tutto quanto aveva per vivere” così cerco un nesso personale tra le due frasi, rifletterndo a cosa mai Gesù vuole dirmi! (questo messaggio in fondo è per NOI..PROPRIO NOI.. RICORDIAMOLO!)

Dapprima la parola ALZATI l’ho perpepita come una vera e propria esortazione ad “alzarmi in piedi” nel vero senso della parola, un alzarmi fisico se vogliamo, come se Gesù sapesse sempre lasciarmi quell’unica parola che è l’unica che serve a me in quell’istante di vita!
Proseguo e capisco che dopo essermi alzata, devo passare agli OCCHI. Il mio alzarmi “per vedere” mi è chiarissimo e senza neppure andare avanti nella lettura ecco che il messaggio per me in questa giornata si è composto, senza che io aggiunga altro. Alzarmi per vedere ciò che da seduta non vedo!? O come è vero.. banale dirlo ma nel nostro piccolo universo è davvero difficile scoregere con chiarezza sempre tutto, o almeno si tratta di chiarezza apparente; bastarebbe anche solo fare un pò di fatica, guardare un pò più in là.. e si apre un mondo all’orizzonte! E le domande a cui cercavi una risposta ti accorgi essere sempre state lì, a un passo da te.

Di pari passo rifletto in parallelo anche su “ha dato tutto quanto aveva per vivere” e io.. cosa do!? L’egoismo più profondo e recondido si nasconde bene in noi ma necessitiamo di ricordarcelo, perché potremmo far si che resti nascosto “anche a noi stessi”. Potremmo diventare davvero vittime del nostro stesso io egoista, che come usiamo con gli altri usiamo anche verso e contro  NOI STESSI, c’è peggior torto che potremmo farci con le nostre stesse mani!?

Come posso collegare i due messaggi che mi hanno fatta fermare..!? Forse non c’è un vero e proprio nesso semplicemente Gesù ha voluto ricordarmi due differenti ma importanti punti per la mia vita, che mi fanno fare fatica quotidiana e su cui devo lavorare.

Chiara



Lc 21. 5-11

martedì, novembre 27th, 2012

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 21,5-11. Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse: «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?». Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: “Sono io” e: “Il tempo è prossimo”; non seguiteli. Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine». Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. Badata di non farvi ingannare, badate di non cadere nel tranello di vivere solo il qui ed ora, di seguire solo dove ti porta il cuore. Cercate di cogliere la complessità delle cose, delle persone, dei discorsi; fate risaltare le sfumature e non il bianco il nero. Cercate di non farvi fregare da chi dice che bisogna seguire i propri bisogni, da chi pensa che l’importane è stare bene prima di tutto con sé stessi e che gli altri vengono sempre dopo. L’invito di Gesù sta proprio nel non considerare solo la temporalità e tutto quello che è soggetto all’usura del tempo ma proiettare il nostro sguardo laddove vi è l’incorruttibilità che travalica le leggi del tempo; in Dio stesso possiamo trovare questa opportunità che è in definita l’attuazione, nella nostra vita del progetto di Dio. “Senza questo sfondo escatologico, senza una pienezza di vita che lo equilibri, non si dà ragione di questo divenire storico di questo mondo con tutte le sue assurdità e le sue brutture. E neanche la vita e la morte di Gesù possiamo capire – perché Gesù muore abbandonato – se non c’è un qualcosa che apre una visione di eternità.” 
Carlo Maria Martini Francesca

Lc 21. 12-19

mercoledì, novembre 28th, 2012

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Lc 21. 12-19 Una perfetta incisione nel cuoio del nostro oggi, una freccia appuntita al centro del cuore della nostra vita. Il Vangelo di oggi è così incredibilmente attuale; un grande spavento ma dall’altra parte una grandissima speranza che arde e che anzi viene alimentata con altra legna. Perseverare nella speranza; è questo che ci viene detto, è questo che il Padre oggi, senza mezze misure o giri di parole ci dice di fare. In un mondo dove veniamo continuamente sballottati da una pare all’altra, dove ogni decisione sembra inevitabilmente fuori dalla nostra “giurisdizione”, dove spesso le cattiverie ci inondano senza che possiamo controbattere e e le ingiustizie sembrano sempre dietro l’angolo Gesù ci da la grande speranza. Solo perseverando in Lui, dentro al Suo cuore salveremo le nostre anime. Non serve ne studio ne preparazione accademica ma solo fiducia e attesa nel lasciarsi attraversare dalla Sua parola ed essere portatori della stessa. Roberto.

Lc 21. 20-28

giovedì, novembre 29th, 2012

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Dal Vangelo secondo Luca (21,20-28) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’Uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». Leggendo questo vangelo mi sono un po’ spaventata: uno scenario terribile per gli uomini, una condizione sciagurata per gli uomini pagani e per i peccatori. La speranza però ce la dà Gesù stesso chiedendoci di alzare il capo, di non ripiegarci sul nostro peccato e chiuderci a Dio anche quando le vicissitudini del mondo e della nostra vita quotidiana riflettono la sofferenza della croce. La liberazione è conseguente alla manifestazione e alla consapevolezza della croce del nostro peccato. Maru

Lc 21. 20-28

lunedì, gennaio 19th, 2015

Lc 21. 29-33

sabato, novembre 27th, 2010
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“guardandoli capite da voi stessi che ormai l’estate è vicina”

Hai proprio ragione Gesù! Nei versetti precedenti dicevi che gli uomini moriranno per la paura e l’attesa di ciò che dovrà accadere…E’ vero!! Passiamo una vita ad avere paura e ad attendere ciò che accadrà…o che noi speriamo accada…e non ci accorgiamo che Gesù è qui adesso!?! Non ci accorgiamo dei segni che ci manda, delle strade che ci indica, delle persone che ci mette accanto, dei sentimenti che ci mette nel cuore…noi chiudiamo tutto in una bella scatola e aspettiamo…aspettiamo chissà cosa!! Tempi migliori? di crescere? di essere felici?…

Se guardiamo una pianta che sta germogliando capiamo che l’estate è vicina…e quando non capiamo, o passiamo un momento di crisi..non pensiamo che è lì che è Gesù! è da li che parte la nostra conversione!

Con lo stesso stupore con cui la natura mi sorprende ogni volta, così Gesù mi stupisce ad ogni convivenza vedendo lo sguardo dei ragazzi cambiare in soli 4 giorni…grazie ragazzi…di qui passa la mia conversione!!

Cla

Lc 21. 29-33

venerdì, novembre 25th, 2011

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Per commentare il vangelo di oggi penso sia necessario partire dalle letture dei giorni scorsi nelle quali Gesù annunciava nel tempio tutta una serie di catastrofi ” verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta ” e volendo dare una connotazione attuale a queste parole mi sono tornate in mente tutte le immagini di distruzione che hanno caratterizzato negativamente nei giorni passati diverse zone d’Italia. Per comprendere come quelle parole così catastrofiche siano più che mai attuali le si potrebbe ricollegare più in generale al particolare periodo storico che stiamo attraversando, nel quale sentiamo parlare in continuazione di crisi economiche, crisi belliche, crisi sociali, ma scendendo più nel piccolo sentiamo parlare di crisi morali, crisi di valori, crisi della famiglia e l’elenco delle crisi che ci vengono raccontate parrebbe essere infinito. L’umanità intera sta vivendo un periodo di crisi permanente e in giro si respira solo del gran catastrofismo che parrebbe che Gesù allora ce l’abbia tirata.
Nel brano di oggi, che è ovviamente il proseguimento del discorso catastrofico dei giorni scorsi, mi è parso che Gesù cambi pagina e che ci voglia rincuorare indicandoci, quasi ce ne fosse bisogno, che dopo ogni inverno sorge sempre l’estate. Insomma questo momento pur lungo che sia prima o poi finirà.
Ma Gesù non si limita solo a rassicurare, ci mette a disposizione anche lo strumento che come il faro nella notte ci può guidare fuori dall’oscurità e lo identifica con le Sue parole e i Suoi insegnamenti. A dirla tutta forse è proprio perchè non siamo stati capaci a interpretare correttamente i Suoi insegnamenti e a metterli in pratica che ci troviamo in questa situazione e forse da questo punto di vista anche come cristiani dovremmo fare un po’ di autocritica.
Aveva ragione Lui, nel mondo tutto passerà ma ciò che resteranno saranno le Sue parole, che oggi a pensarci bene si collocano in una posizione critica rispetto alla modernità, fatta di molte cose buone ma di tante cattive. Seguire i Suoi insegnamenti potrebbe voler dire cercare di cambiare il mondo partendo da noi stessi mettendo in discussione tutte le nostre certezze, le nostre abitudini e i nostri pensieri.
Mi piace immaginare una nuova umanità che seguendo gli insegnamenti di Cristo, sia capace di ribaltare la cultura dominante caratterizzata solo dal possesso e dal consumo per costruire un mondo nuovo, ma forse resterà solo una fervida immaginazione.
Pavel






Lc 21. 34-36

sabato, dicembre 1st, 2012

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In giornata verrà inserito il commento al Vangelo.

Luca 21. 1-4

domenica, novembre 22nd, 2009
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“In quel tempo, mentre era nel tempio, Gesù, alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro.

Vide anche una povera vedova che vi gettava due spiccioli e disse: “In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti.
Tutti costoro, infatti, han deposto come offerta del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere”.

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