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Commenti ai Vangeli : Marco

Giovanni


Marco 7. 1-8

domenica, settembre 2nd, 2012
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“In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani immonde, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi, e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame – quei farisei e scribi lo interrogarono: “Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani immonde?”.
Ed egli rispose loro: “Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini”. E aggiungeva: “Siete veramente abili nell’eludere il comandamento di Dio, per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e chi maledice il padre e la madre sia messo a morte. Voi invece dicendo: Se uno dichiara al padre o alla madre: è Korban, cioè offerta sacra, quello che ti sarebbe dovuto da me, non gli permettete più di fare nulla per il padre e la madre, annullando così la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte”.

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Marco 7. 14-23

mercoledì, febbraio 11th, 2009
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“In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: “Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo”.
Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. E disse loro: “Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?”. Dichiarava così mondi tutti gli alimenti.
Quindi soggiunse: “Ciò che esce dall’uomo, questo sì contamina l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornificazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo”.

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Marco 7. 24-30

giovedì, febbraio 12th, 2009
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In quel tempo, Gesù, partito da Genesaret, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi.
Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia. Ed egli le disse: “Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. Ma essa replicò: “Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli”. Allora le disse: “Per questa tua parola va’, il demonio è uscito da tua figlia”.
Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.

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Marco 7. 31-37

domenica, settembre 9th, 2012
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In quel tempo, di ritorno dalla regione di Tiro, Gesù passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decapoli. E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano. E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: “Effatà” cioè: “Apriti!”. E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano e, pieni di stupore, dicevano: “Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!”. “EFFATA” cioè “APRITI”…ho scelto questa Parola perchè l’ho sentita proprio come un invito che mi rivolgeva direttamente Gesù. Apriti Francesca al soffio di Gesù…come Dio soffia su Adamo per donargli la vita…così Gesù è capace di guarirci e di sanarci…rendiamo grazia al Signore per la misericordia, per i suoi prodigi verso i figli degli uomini; egli sazia il desiderio dell’assettato e ricolma di beni l’affamato…Francesca

Mc 7. 1-13

martedì, febbraio 7th, 2012

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Leggendo il Vangelo di oggi mi sono sentita toccata nel vivo, quante volte le mie azioni, i pensieri, le opinioni sono dettate da un codice morale fatto di buone intenzioni ma che nella pratica acquistano in maniera subdola la volontà di essere ritenuta sempre nel giusto.
Attribuire a Dio pensieri e comportamenti che in realtà sono frutto della mia ostinazione proprio come i farisei, rischia di allontanare ciò che che in realtà il mio cuore desidera…..come loro io vivo secondo il mio giudizio di merito a volte con la presunzione di avere la soluzione più giusta ad ogni cosa.
Ubbidire ad una legge morale propria resa ancora più solida dalle famose questioni di principio, spostano di gran lunga quello che è il mio concetto di fede…..se io credo non è perchè vivo secondo leggi morali ben precise e per questo giuste, ma perchè ho fiducia in Dio e perchè attraverso le mie debolezze ed errori sperimento il perdono per me stessa e per chi mi sta attorno….che va oltre ogni mia convinzione.
Daniela




Mc 7. 24-30

giovedì, febbraio 10th, 2011
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Nel vangelo di oggi Gesù ci  vuoi dare un forte insegnamento.Ti si avvicina una donna e ti chiede un miracolo, ma a lei non interessa chi tu sia.Tu la provochi con le tue parole, sei molto duro con lei.Fai così anche con ognuno di noi xchè spesso t’invochiamo solo nel momento del bisogno,invece di vivere la nostra vita come un dono e con la consapevolezza che tu sei accanto a noi tutti i giorni,fino alla fine.E’ vero a volte non ti sentiamo, il tuo silenzio ci fa paura,anche se sappiamo che non significa che tu sia lontano da noi.Spesso ci provochi , permetti tentazioni nei nostri punti più deboli, e ci fa male, ma capiamo che anche tutto questo ha un senso.concludo lasciando aperte queste domande:

A noi importa davvero di te?
Siamo veramente consapevoli di chi sei?
Sei davvero un padre x ognuno di noi?
non è facile ne scontato trovare delle risposte……

gennj




Mc 7. 24-30

giovedì, febbraio 9th, 2012

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In questo brano del Vangelo di Marco, Gesù si reca nella regione di Tiro a nord della Galilea, che aveva una popolazione mista soprattutto pagana. Nei versetti precedenti, dall’inizio del capitolo 7 i farisei e gli scribi interrogano Gesù circa il fatto che i suoi discepoli non si comportano secondo le tradizioni degli antichi e Gesù risponde loro chiamandoli ipocriti e citando Isaia: ” il mio popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”. Gesù mette di fronte agli scribi e ai farisei tutte le loro falsità e i loro comportamenti contraddittori per “adempiere alla legge” . Poi con la stessa fermezza si rivolge alla folla per far capire loro che ciò che contamina l’uomo non è quello che entra, ma ciò che esce dal suo cuore. In questo contesto si inserisce il viaggio nella regione di Tiro e l’incontro con la donna di lingua greca, quindi una donna pagana non appartenente al popolo eletto.Lei ne è consapevole, ma non è questa sua condizione che la fa desistere dal voler incontrare Gesù, sapendo che solo Lui avrebbe potuto guarire sua figlia.
Il riferimento ai cagnolini che si cibano delle briciole che cadono dalla tavola del padrone non ha il senso negativo e di insulto che potrebbe avere per noi perchè si riferisce appunto al fatto che la donna siro – fenicia non apparteneva alla famiglia del popolo eletto, però nonostante questo non vuole essere esclusa dai benefici del Messia (T. Spidlik) , così come il cane non è un famigliare, ma ha diritto ad essere mantenuto e curato all’interno della famiglia.
La vera fede, quella autentica, che viene dal cuore, Gesù la trova in questa donna, che al di là della sua origine, osa farsi avanti per poter condividere anche lei e beneficiare di ciò che Gesù opera con la sua Parola e con la sua sola presenza. Allora noi cosa dobbiamo fare? Noi siamo quelli che hanno avuto la fortuna di appartenere e di essere dentro la famiglia di Gesù, siamo battezzati e siamo nella Chiesa, però tanti altri non conoscono Gesù e non c’è bisogno di andare tanto lontano, basta uscire di casa per accorgersene. Siamo capaci di condividere il dono che abbiamo ricevuto, di comunicarlo, di rendere partecipi anche gli altri? Forse l’unico modo per riuscire a farlo è restare con il cuore saldo e fisso in Gesù, l’unica fonte d’amore.

Tizi



Mc 7. 31-37

venerdì, febbraio 11th, 2011
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“Emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». Gesù emette un sospiro, un alito che ricorda lo Spirito Santo un’alito che apre al mondo che permette di ascoltare veramente di parlare al cuori delle persone. Lo Spirito apre le strade alle parola di Gesù “Apriti”.
Prima Ancora Gesù guarda in cielo “guardando quindi verso il cielo” quello che fa Gesù lo fa in comunione con il Padre con lo Spirito, sempre insieme.