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Commenti ai Vangeli : Marco

Giovanni


Mc 11. 11-25

venerdì, marzo 4th, 2011

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Questo Vangelo mi pare si divida in quattro parti, in cui si alternano due tematiche: il tempio di Gerusalemme (11,11); il fico (11,12-14); di nuovo il tempio (11,15-19); di nuovo il fico (11,20-25).

Nella prima parte Gesù fa una sorta di perlustrazione: “dopo aver guardato ogni cosa attorno”; nella seconda – siccome aveva fame – vede un albero di fichi e vi si avvicina per sfamarsi, ma “non era la stagione dei fichi”.. quindi lo maledice (!?); nella terza eccolo di nuovo coi suoi nel tempio, in cui scaccia, rovescia e non permette ad alcuni di usare il tempio come scorciatoia (evidentemente qualcuno ci entrava pe  “tagliare”, andando dalla città verso il Monte degli Ulivi), ma ne ribadisce la sua funzione di “casa di preghiera”; infine eccolo di nuovo davanti al fico, maledetto il giorno prima… e anche in questo caso Gesù sottolinea il primato della preghiera: “tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà”.

Il fico, assieme alla vite, è molto importante nella Bibbia: è uno dei frutti caratteristici della terra promessa (Dt 8,8; Nm 13,23); quando Dio si adira col suo popolo colpisce fichi e vigne (Sal 105,33; Ger 29,17; Ab 3,10.17); star seduti sotto questa pianta è immagine della pace concessa all’uomo (1Mac 14,12); Adamo ed Eva, poi, ne usano le foglie per coprirsi dopo essersi accorti che “erano nudi”..

L’allusione in questo Vangelo è tuttavia al popolo d’Israele che, come il fico, non ha portato frutti.. e Gesù lo condanna duramente! Già, lo condanna: ribalta il tempio e maledice (cioè dice male) il fico! Una immagine un po’ inusuale di Gesù, certo, ma ci piaccia o no, questo è il Vangelo. Anche questo.

Dobbiamo quindi star attenti e preoccuparci di un Dio vendicativo? No. Ma preoccuparci del se stiamo portando frutti o meno, questo si. E’ dura constatare che spesso, anche per noi, “non è la stagione dei fichi”, cioè dei frutti della nostra vita, cioè di quanto siamo in grado o no di amare.. quanto è difficile amare davvero! E farlo gratuitamente, senza aspettarsi nulla in cambio? Fantascienza.

Eppure  “quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà”.  Signore, insegnami ad amare.

Dry

Mc 11. 11-25

venerdì, giugno 1st, 2012

 

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“se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate..”

Il Vangelo di oggi ci propone davvero tanti spunti per riflettere e pregare, e lo fa in un alternanza che suona quasi come uno slogan a favore del tempio: <<TEMPIO-FICO-TEMPIO-FICO>>! Non si tratta di qualcuno che sta tessendo le lodi in gergo giovanile al tempio di Gerusalemme, ma delle 4 scene che il testo di oggi ci propone. Inizia infatti al tempio, in cui Gesù dà una prima occhiata, una sorta di soprallugo (“avendo guardato ogni cosa attorno”) per poter poi, il giorno dopo, combinare un bel “casino”! Nella scena 2 Gesù “maledice” un fico perchè non ha portato i frutti che doveva, mentre nella 3 entra nel tempio e ribalta “gniccosa” (che goduria, mi ci ritrovo sempre in questo Gesù “incazzereccio”!! Stupendamente umano). Nell’ultima, infine, passandogli davanti il maestro ed i dodici vedono il fico col quale se l’era presa Gesù, secco come un fico secco, appunto! Ma che relazione c’è tra le quattro scene apparentemente slegate fra loro? Probabilmente il fico è simbolo di quel tempio che non ha portato alcun frutto (tant’è che lo hanno trasformato in un “covo di ladri”).

Il Vangelo si chiude però con un triplice invito: FEDE-PREGHIERA-PERDONO. Ovvero: se avremo FEDE potremmo PREGARE il Padre sicuri che quanto chiederemo ci verrà concesso (ma noi non ci crediamo…). Ma prima di farlo PERDONIAMO (e anche qui la situazione non è meno difficile…) coloro “contro” i quali abbiamo qualcosa. E qualcuno da perdonare o da cui lasciarsi perdonare stiamo certi che c’è sempre, se non altro noi stessi.

Dry