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Commenti ai vangeli

Matteo 9. 14-15

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“In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva del lago, nella regione dei Gadareni, gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: “Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?”. E Gesù disse loro: “Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno”. Nel nostro atteggiamento di conversione quaresimale il digiuno diventa liberante: libera uno spazio in noi per permetterci di crescere nella fede. E’ da vivere con gioia perché come l’allenamento costa fatica ma ti permette di raggiungere traguardi nuovi, di superare te stesso. Nessuna tristezza del cuore, perchè lo “sposo” è con noi! Sara Gesù si trova nella regione di Gadara, una città della Transgiordania che apparteneva alla Decapoli. Commento al Vangelo del 27/2 Il Vangelo di oggi è un Vangelo breve ma a mio pare- re molto ricco e significativo. Gesù si trova nella re- gione di Gadara, una città della Transgiordania che apparteneva alla Decapoli. I discepoli di Giovanni il Battista sono sorpresi nel vedere che Gesù non se- gue le regole giudaiche sul digiuno; ma Egli spiega loro che il tempo in cui i suoi apostoli sono con Lui è un tempo di gioia, in cui la tristezza o il digiuno ap- punto sono fuori posto poichè “lo sposo è con loro”. E’ proprio in questa piccola frase che è racchiuso il messaggio centrale di Gesù o meglio la centralità della sua presenza nella vita dei discepoli allora così come deve esserlo per noi oggi. Se infatti la parola di Dio è pur sempre una parola attuale, in grado di parlare al cuore di ogni uomo e in ogni tempo, que- sta parola ci interpella e ci conduce all’immagine della centralità della figura di Cristo che ci deve ac- compagnare durante tutta la nostra vita. Il digiuno infatti funge come strumento per farci meglio com- prendere e per spingerci al cuore di questa centra- lità: Gesù Cristo è il fulcro della nostra esistenza e il perno attorno al quale ruota ogni azione quotidia- na che compiamo. l nostro digiuno non è per noi. Il nostro digiuno non è per noi. E’ per lo sposo. Non è incentrato sui nostri sforzi ascetici, ma è semplicemente un attesa del nostro sposo Gesù. Se fosse per noi cadremmo ancora nel nostro egoismo e nella nostra presunzione, nel crederci bravi nell’aver digiunato. Invece il nostro digiuno è una lontananza spirituale da Colui che è la nostra gioia. E’ la fatica ad accettare la volontà di Dio che passa nel distacco dalla fonte del nostro amore. Accettare questo non è più questione di bravura, ma di fiducia. don Franco PERCHE’MENTRE NOI E I FARISEI DIGIUNIAMO, I TUOI DISCEPOLI NON DIGIUNANO? per i discepoli di Gesù è un tempo di gioia,non possono digiunare perchè lo sposo è con loro,verranno giorni in cui verrà loro tolto e allora vivranno pianto e desolazione. I discepoli di Giovanni si meravigliavano di tutto questo. Gesù ci vuole insegnare a digiunare nei tempi opportuni,per aiutarci a purificare il nostro cuore, a dominare noi stessi e ad attenderlo quando risorgerà. Oggi diamo poca importanza a questa pratica, non sappiamo fare rinunce, siamo storditi dalle 1000 proposte di soddisfazioni immediate che la società ci propone. Non riusciamo nemmeno a capire il vero significato di ciò che viviamo e di ciò che ci accade,perchè non siamo attenti ai segni e alle parole del Signore. Il digiuno ci porta nel deserto a parlare con lo sposo, ci fa riscoprire quella fame e sete di Dio, in Dio che ci chiede di convertirci e di andare verso di lui .   KATIA

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