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Commenti ai vangeli

Matteo 11. 28-30

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“In quel tempo, rispondendo Gesù disse: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”. l Signore oggi mi suggerisce di riposare in lui, di poggiare la testa tra le sue braccia se sono stanca e affaticata,per poter così trovare un po di pace, è la stessa sensazione che vedo quando mia figlia con la testa ciondoloni si addormenta su di me, quello del Signore è un caldo abbraccio.Però allo stesso tempo il Signore mi chiede di farmi carico del mio giogo, è un po un contro senso, mi offre conforto ma poi mi chiede di faticare, non sarebbe meglio saltare questo passaggio, riposarsi e basta…..?!Eppure mi rendo conto quanto sia necessario  farsi carico  del proprio giogo, della propria vocazione, essa non sarebbe vera se non fosse scelta anche nella fatica , ed è proprio nella fatica che capisci ciò a cui sei chiamato ad essere, e per me vuol dire essere la moglie di Ciano e la mamma dell’Emma e tutto l’universo che li accompagna.Ma poi in Lui , con il suo sostegno il giogo diventa dolce e leggero il carico….Elena “In quel tempo, rispondendo Gesù disse: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”. Penso che la sofferenza sia parte della nostra vita, penso anche che Gesù è in grado di trasformare ogni sofferenza in un grande dono. Ogni persona che ho conosciuto che ha saputo affidare a Gesù le proprie sofferenze e la propria speranza è diventata a sua volta consolatore per le soffferenze altrui,e sprigiona una bellezza capace di accogliere il cuore delle persone. Gesù può capirci fino in fondo perchè Lui ha sofferto più di tutti noi, non c’è nulla di così pesante che il giogo di Gesù non posso portare. Il Signore ci invita a prendere il giogo con Lui a condividere con Lui le nostre fatiche i nostri affanni, e la promessa che ci fa va oltre le nostre aspettative, infatti non si limita a rendere il giogo dolce e leggero, ma trasforma il dolore in amore che sa accogliere, che sa consolare, che dona speranza. Ogni volta che ho affidato a Gesù la mia croce questa, alla fine si è trasformata in un grande prodigio per me e per tutti quella che il Signore ha voluto consolare attraverso di me. Paolo

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