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Commenti ai Vangeli : Matteo

Giovanni


Marco


Matteo 5. 20-26

venerdì, marzo 6th, 2009
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“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!”. Leggi il commento

Matteo 5. 43-48

sabato, febbraio 23rd, 2013

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. Leggi il commento

Mt 5. 1-12

giovedì, novembre 1st, 2012
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In questa giornata in cui la Chiesa festeggia la solennità di tutti i Santi il Vangelo ci indica la via per raggiungere la santità: le beatitudini. Mentre il mondo di oggi ci insegna che non bisogna mai mostrarsi deboli, che per essere qualcuno bisogna prevalere sugli altri, che dobbiamo mostrare sempre qualcosa di diverso di quello che siamo… Gesù compie la rivoluzione! I poveri in spirito, chi piange, i miti, chi ha sete, i misericordiosi, i puri di cuore, gli operatori di pace… sono i veri beati, coloro che vivranno il cielo già su questa terra. Gesù ci chiede radicalità, la volontà di andare contro corrente  con la consapevolezza che è la via che ha pensato per noi. E i santi in questo sono davvero dei testimoni straordinari. Hanno seguito Gesù con radicalità vivendo e incarnando le beatitudini. E con la loro semplicità e con la loro vita ci dimostrano che anche per ciascuno di noi è possibile camminare nella via della santità… è difficile…richiede una scelta profonda, tanta determinazione…ma con Dio tutto è possibile! Sara

Mt 5. 17-19

mercoledì, marzo 14th, 2012

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Chi osserverà e insegnerà i precetti che Gesù ci ha dato,sarà considerato grande nel regno dei cieli.
La prima parola che Gesù c’insegna è l’AMORE…amore verso Dio,verso i fratello e verso se stessi.
Amare Dio ,è amare colui che ci ha creati, ringraziarlo  perchè ci ha dato la vita, perchè ci ama ogni giorno nonostante le nostre mancanze, le nostre debolezze, le nostre cadute, per Lui noi siamo un prodigio.
Amare noi stessi …a volte un po’ difficile, dobbiamo amarci così come ci ama Dio, amarci così come siamo, cercando di vedere il bello che siamo, nonostante qualche imperfezione…ognuno di noi è come un piccolo vaso di porcellana…se cade si crepa  un pochino, ma non si rompe  e riesce ancora ad essere riempito della grazia di Dio.
Infine l’amore verso i fratelli, Gesù ci chiede di amare le persone che ci mette accanto, non sempre ci riusciamo, perchè a volte veniamo feriti, delusi, siamo arrabbiati, non riusciamo a perdonare…..una volta una persona mi ha detto IL PRIMO PERDONO E’ NON FARE DEL MALE A CHI TE L’HA FATTO, parole che mi hanno toccato il cuore, parole che Gesù vorrebbe che mettessimo in pratica …Gesù insegnaci ad amare .
Gennj






Mt 5. 17-19

mercoledì, marzo 6th, 2013

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“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà dalla legge neppure un iota o un segno senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli”. Leggi il commento

Mt 5. 17-19

mercoledì, marzo 30th, 2011

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Venuto a dare compimento…

Non ad abolire la legge…

Ma chi è Gesù? Cos’è venuto a dire? a fare? A sentire Paolo “Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace” (Ef 2,15) sembrerebbe che la legge sia stata proprio abolita da Gesù… perché “per mezzo della Legge si ha conoscenza del peccato” (Rm 3,20)… e dunque la legge imprigiona l’uomo e non lo lascia camminare libero verso l’amore fedele e misericordioso di Dio, incatenandolo a tutta una serie di cose da fare, preghiere da dire, prassi, abitudini, …tradizioni.

Ma manca da mettersi d’accordo: se Gesù ha detto che non è venuto ad abolire e Paolo invece ci dice proprio che lui ha abolito la legge… da che parte stiamo??

Dalla parte della PACE! perché è questo il compimento che Gesù ha portato! Ha portato la pace che riconcilia in sè l’uomo e tutti gli uomini, come figli dello stesso padre, tra loro; di qualunque ceppo, etnia, tradizione e religione siano! Questo è Gesù; e questo è vangelo puro!

La pace è il segreto del COMPIMENTO: se riusciamo a fare pace, dentro di noi, tra le diverse tensioni che ci animano, tra le diverse pulsioni che ci abitano, e riusciamo a vedere Gesù come l’alfa e l’omega, come la perfetta coincidenza degli opposti, allora non ci farà più problema la legge: è abolita la legge che separa, la legge che divide dallo Spirito! Ma è rafforzata la Legge nel suo senso profondo!! neanche uno iota, un puntino di una i, sarà trascurato della Legge, se letta col cuore!

Allora cerchiamo la PACE, al nostro interno, e magari sarà più semplice anche la pace con gli altri. Fino ad essere pronti a ricevere la PACE che è il saluto del Risorto che entra nel cenacolo (Lc 24, 36; Gv 20,19 ss)!
 



Mt 5. 17-19

mercoledì, giugno 13th, 2012

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Chi meglio dell’erede diretto della legge, ci serve per portare a conclusione perfetta ciò che nella legge è scritto? Nessuno! Gesù è il massimo esempio per e di quella legga, colui che la spiega, la applica e con pazienza la ripete. Il matrimonio perfetto in sinergia totale con l’umanità e questo, almeno personalmente, mi da tanta serenità e gioia. Esatto, la “severità” che da gioia. Grazie Gesù.
Roberto


Mt 5. 20-26

venerdì, marzo 18th, 2011

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Matteo 5,20-26.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: ” Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio.

Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.

Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,

lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.

In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!

Gesù, anche oggi, ci chiede di seguirlo ed imitarlo nel suo amore misericordioso e senza limiti, ci esorta, così, a vivere la fratellanza nel suo Amore; un Amore che non contempla di vivere i rapporti solo attraverso una dinamica umana, fragile alle separazioni, ai rancori, agli egoismi, ai risentimenti. Delicatezza, attenzione, umiltà e sguardo col cuore, questo ci chiede. L’altro da noi è il tramite quotidiano per incontrare il volto di Gesù. Credo che questa parola sia molto importante per tutti noi che frequentiamo il Punto e che in esso sosteniamo l’importanza delle relazioni vissute alla luce della Parola. Ogni giovedi prima di riunirci per condividere l’Eucarestia dovremmo forse chiederci se siamo in pace rispetto alle relazioni che viviamo o se c’è qualche sospeso che il Signore ci chiama a risolvere prima di approcciarci a Lui. La via per ritrovare la fraternità passa attraverso il riconoscimento della diversità…”se Caino avesse accettato di essere “diverso” da Abele non lo avrebbe ucciso, uccidendo così anche la possibilità di essere “fratello”!

Maru

Mt 5. 20-26

venerdì, marzo 2nd, 2012

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,20-26.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: ” Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!
San Cirillo di Gerusalemme (313-350), vescovo di Gerusalemme, dottore della Chiesa. Prima catechesi battesimale, 5
La quaresima : « tempo favorevole » per la confessione e il perdono prima di avvicinarsi all’altare del Signore
Quello di oggi è il tempo della confessione. Disponiti dunque in questo tempo propizio a confessare i peccati che hai commesso in parole ed opere, sia di notte che di giorno, e ne godrai in cielo nel giorno della salvezza (Is 49,8; 2 Cor 6,2) il frutto prezioso… Metti da parte il presente e abbi fede nel futuro! Hai percorso tanti anni senza darti tregua tra i vani affari del mondo, e non vorrai concederti una tregua di quaranta giorni per pensare alla finalità della tua vita? Lo dice la Scrittura: «Fermatevi e sappiate che io sono Dio» (Sal 45,11). Evita di parlare di tante cose inutili, non mormorare né ascoltare quelli che sparlano, ma sii sempre disponibile per la preghiera. Dimostra nell’ascesi un cuore fervente. Purifica questo ricettacolo perché tu possa ricevere una grazia più abbondante; poiché la remissione dei peccati è data in misura uguale a tutti, ma la comunione dello Spirito Santo viene accordata a ciascuno nella misura della sua fede. Se poco è il tuo impegno, scarso sarà il raccolto; se molto è il lavoro, abbondante sarà la ricompensa: è la tua vita che è in gioco, proteggi i tuoi interessi.
Se hai qualcosa contro qualcuno, perdonagli. Se vieni a ricevere il perdono delle tue colpe, vada da sé che anche tu debba perdonare chi ti ha offeso. Come potresti dire al Signore: «Perdonami le molte mie colpe», se tu stesso non hai perdonato le poche del tuo confratello ? (cfr. Mt 18,23)






Mt 5. 38-42

lunedì, giugno 13th, 2011

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“E se ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.”Signore è dura percorre la strada quando si è affatticati ancor di più se a farti compagni è qualcosa o qualcuno che ti mette in crisi. E in questo momento è proprio cosi , le cose che mi chiedi a volte non sembrano avere un senso e allora mi smarrisco…. la carità lascia il posto alla rabbia e mi sento persa e sola….senza parole……Custodiscimi nella fatica. Elena