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Commenti ai Vangeli : Matteo

Giovanni


Marco


Matteo 11. 11-15

giovedì, dicembre 11th, 2008
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“In quel tempo Gesù disse alla folla: “In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono. La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi intenda”.

Matteo 11. 16-19

venerdì, dicembre 9th, 2011
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“In quel tempo, Gesù disse alla folla: “A chi paragonerò io questa generazione? Essa è simile a quei fanciulli seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri compagni e dicono: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere”. Leggi il commento

Matteo 11. 28-30

mercoledì, dicembre 10th, 2008
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“In quel tempo, rispondendo Gesù disse: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”. Leggi il commento

Mt 11, 11-15

giovedì, dicembre 13th, 2012

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Non m viene da aggiungere molto in realtà. Qui oggi la Parola comincia con “In verità..” quindi non si può fare altro che prendere atto che chiunque di noi è parecchio inferiore a Giovanni il Battista che a sua volta é inferiore al più piccolo nel Regno dei Cieli. E’ così. Questo mi fa venire in mente una mistica, Maria Simma, che aveva la grazie di poter aiutare le anime del Purgatorio a concludere la scalata verso il Paradiso. Lei racconta che il Purgatorio non è uno stato nel quale Dio ci mette per purificarci, ma è una pena che l’anima imputridita di tutto quel che ha fatto in vita, alla luce della Potenza e Verità divina si autoinfligge per indegnità. E rimangono nell’anima i tratti predominanti dei nostri caratteri quindi Giovanni il Battista nella sua eccelsa umiltà non può non essersi autoinflitto un periodo di Purgatorio dopo la morte, sicuramente molto breve grazie alla sua altrettanto eccelsa santità. Questo mi rende comprensibile alla ragione il fatto che il più piccolo del Regno di Dio sia più grande di lui, in quanto è già partecipe della Luce Pura e Piena. Questo è un grande stimolo per me nel senso che tutto quello che noi possiamo e riusciamo espiare in terra compartecipa alla nostra purificazine in Purgatorio. Mi stimola nell’amare, mi stimola nell’abbracciare le mie croci e le mie difficoltà. Grazie Gesù per la Tua infinita Misericordia.

Mt 11, 28-30

mercoledì, dicembre 12th, 2012

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“Imparate da me che sono mite e umile di cuore”

Questa frase del vangelo scelta stamattina mi ha fatto riflettere sul significato che diamo ai due termini mite e umile. Spesso mi rendo conto di averli fraintesi e spesso ho associato la mitezza alla sottomissione, al fatto di star zitti e buoni e non dare troppo fastidio, testa bassa e dir sempre di si. Allora mi viene da pensare che Gesù era tutt’altro che mite, visto che tante volte  ” non le mandava a dire” di fronte soprattutto all’ipocrisia dei farisei, oppure anche in altre occasioni e’ netto e deciso.
Allora cos’è la mitezza e l’umilta’ di cuore? In una definizione che ho trovato si parla così della mitezza: “la mitezza verso Dio è quella disposizione di spirito in cui accettiamo il suo trattamento di noi come buono, e perciò senza disputare o resistere. Nell’Antico testamento, i miti sono quelli che si fidano completamente di Dio piuttosto che della loro forza per difendersi contro l’ingiustizia. La gentilezza e la mitezza sono il contrario dell’egoismo. Viene da una fiducia nella bontà e nella sovranità di Dio in ogni circostanza. La persona gentile non si preoccupa affatto di sé stessa. Questo è un frutto dello Spirito Santo, non della volontà umana.”
Quindi mitezza è fiducia incondizionata in Dio, che sa cos’è meglio per noi, che ci ama gratuitamente e come il pastore della parabola di ieri, che è disposto a lasciare un gregge intero incustodito sulla montagna per andare a cercare la singola pecora che si smarrisce, che puo’ essere ognuno di noi. Mi domando se riesco a essere mite, onestamente ancora ne ho da lavorare, tante volte mi è veramente difficile “deporre le armi” e fidarmi solo di Dio, anche per il mio spirito a volte ribelle. Però il modello da cui imparare c’è, è Gesù. Allora ti chiedo Gesù di aiutarmi ad essere mite e umile di cuore, a prendere piena consapevolezza di me stessa, di quella che sono, dei miei limiti  come anche dei doni che mi hai fatto e continuare il cammino.
Tiziana

 




Mt 11, 28-30

mercoledì, dicembre 12th, 2012

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“Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi..io vi ristorerò”. Chi di noi non è affaticato o oppresso da qualcosa o qualcuno. Allora mi dico e provo a dirvi, proviamo ad andare da Lui. Proviamo a portargli le nostre fatiche e chiediamo con la vera umiltà del cuore il suo ristoro. Più che un commento è una esortazione a me e a voi tutti che mi sento di tutto cuore di fare: per qualunque cosa, situazione, pensiero, preoccupazione o paura andiamo da Lui, prima che da ogni altro, prima di ogni altra persona che ci può ( anche in buona fede) deludere, andiamo da Lui!
Antonio Bongiovanni

Mt 11. 11-15

venerdì, dicembre 10th, 2010
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“il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui”

Giovanni Battista rappresenta il termine del cammino dell’uomo,è da accettare, chi rifiuta la sua voce, rifiuterà anche la Parola;è colui che prepara iun popolo ben disposto ad accogliere Gesù.

Il Battista, figura così importatnte per poi capire il mistero di gesù è cmq il più piccolo nel regno dei cieli. Cioè qualsiasi altra persona è più grande di lui.Ma perchè?Gesù lo elogia come uomo autntico,così diverso dai mezzi busti che predicano la parola di Dio e che si mettono in mostra,è ricercatore di libertaà,verità,è il più grande tra i nati di donna……c’è qlc che nn va!!Gesù ce lo spiega chiaramente:Giovanni battezza con acqua,ma il più piccolo del regno dei cieli ha già ricevuto lo Spirito di colui che rinasce a vita nuova.Questo è il grido dell’uomo nuovo:nn è solo chiamato,come Giovanni,ma è in realtà fihlio di Dio,partecipe della sua natura.

Il regno di Dio subirà ogni sorta di violenza e ingiustizia.Accadrà a Giovanni ,a Gesù,ad ognuno di noi così per tutta la storia della salvezza.I regni della terra saranno predati dai più violenti:emergeranno coloro i quali porteranno il male;mentre il regno dei cieli sarà patria di buoni,dei giusti, dei miti e useranno la loro bontà come arma.Nella storia della salvezza è stato compiuto un atto di puro amore che ha sconvolto, sconfitto il male ed ha fatto più scalpore di tutto il male che si poteva e si può ricevere.Gesù ha combattuto con l’arma dell’amore. Giovanni ci invita nel periodo di avvento a combattere le nostre battaglie quotodiane con la spada dell’amore perchè chi dona Amore, getta un seme di speranza nei cuori di coloro che compiono il male fino al punto di convertirli.

“buono è il signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature.”

Mt 11. 11-15

lunedì, gennaio 19th, 2015

Mt 11. 16-19

venerdì, dicembre 10th, 2010
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Gesù oggi ci fai riflettere sul nostro modo di vivere,dobbiamo smettere di rifiutarci di stare al gioco, di non vivere pienamente tutto quello che ci doni.

Facciamo come i bambini capricciosi, non sappiamo, non vogliamo fare delle scelte che potrebbero cambiare la nostra vita.

A volte è più comodo, più facile non scegliere, si spendono meno energie, non ci si scontra, si rimane lì fermi ad aspettare… ma aspettare che cosa?Di cosa abbiamo paura?E’ come se vivessimo una specie di apatia, d’incredulità, che ci rendono incapaci di vedere i segni di Dio accanto a noi.

Credo che Gesù ci voglia aiutare a coltivare la nostra fede, ci chiede di essere attenti alla parola e ci da la certezza che Dio ci guida e ci porta alla salvezza

Gennj

Mt 11. 20-24

martedì, luglio 12th, 2011

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Questo vangelo mi colpisce per la durezza con cui viene rimproverato chi non riconosce ciò che Dio fa per noi,  e non riconosce la sua presenza, spesso i nostri occhi non ” VEDONO” perchè ci sono tante cose che ci prendono nella vita, cose che vengono sempre prima per una scusa o per un’ altra. Ma poi come in questi giorni per me, arrivano parole o persone che mi riportano sulla strada dell’amore che mi ricordano l’importanza della preghiera e l’importanza della cura di una relazione che è fatta due persone. Elena