PuntoGiovane

Commenti ai Vangeli : Matteo

Giovanni


Marco


Matteo 18. 12-14

martedì, dicembre 9th, 2008

 

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli” Leggi il commento

Matteo 18. 21-35

martedì, marzo 5th, 2013

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

“In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?”. E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. A questo proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello”. Leggi il commento

Mt 18. 1-5.09

martedì, ottobre 2nd, 2012
clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

“In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: “Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?”. Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli”. Leggi il commento

Mt 18. 12-14

venerdì, dicembre 10th, 2010

Indifesa, impaurita, facilmente si disperde, così è un’anima non ancora ancorata nella fede, come una pecora, come la pecora smarrita della parabola di oggi.
In queste poche parole riusciamo a decifrare tutto l’amore che Dio prova per noi e che  spesso non  viene corrisposto, delle volte ci allontaniamo sia da Lui che dall’amore dei nostri fratelli, ma pur allontanandoci per fortuna non si cancelleremo mai quella grazia che ci è stata infusa, semmai la mettiamo da parte, ma non scomparirà mai dal nostro cuore.
Venuti al mondo abbiamo anche quella benevolenza divina di essere liberi di scegliere come vivere ed agire, ed il Signore ci ama proprio per come siamo e per come ci avviciniamo a Lui, perché anche se alcuni fanno fatica a crederci nella vita di chiunque arriverà quel momento che si ricercherà quella felicità, quella gioia che ci è stata promessa e che solo avvicinandosi a Colui che ce l’ha assicurata la riusciremo a viverla, e proprio in quel momento, quando dispersi e pentiti per la troppa distanza che abbiamo percorso, il Signore ci viene a prendere, come il buon Pastore che mette al sicuro tutto il suo gregge per ritrovare chi mancava.



Mt 18. 12-14

martedì, dicembre 6th, 2011

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

“Che neanche uno di questi piccoli si perda”.

Ci stiamo avvicinando al Natale e la Parola di oggi, in questo tempo di attesa, mi ricorda con forza che Gesù è venuto su questa terra per salvare ciascuno di noi. Il suo sguardo è uno sguardo personalissimo che va a cercare anche quell’unica pecora che si è allontanata dalla moltitudine del gregge, quell’unica anima che si è allontanata da Lui. Gesù è venuto proprio per me…che straordinaria notizia!! Come posso dunque io collaborare per compiere il suo progetto d’Amore nella mia vita??? Posso aprire il mio cuore per accogliere Lui che mi chiama e posso essere strumento nelle sue mani per portare tanti altri che si stanno allontanando e perdendo a Lui!

Sara

Mt 18. 21-35

martedì, marzo 29th, 2011

clicca qui per ascoltare il vangelo o leggere altri commenti

“Abbi pazienza con me”.

Il Vangelo di oggi inizia con la domanda di Pietro: “Signore, quante volte devo perdonare mio fratello se pecca contro di me? ” E Gesù gli risponde: praticamente sempre. Poi esemplifica con una parabola facendo la similitudine tra il Regno di Dio e un re che vuole regolare i conti con i suoi servi.  Gli viene presentato un tale che gli deve diecimila talenti ( per noi circa 50 milioni di euro!!!) Questo tale supplica il re di avere pazienza e nella sua presunzione e incoscienza pensa di potergli restituire l’intera somma ( ma dove pensa di trovare una cifra del genere?!?!?) Questa cifra enorme vuole mostrare la situazione del servo: è senza via d’uscita, l’unica salvezza può venire solo dalla pietà del suo padrone. Questa è anche la nostra situazione di fronte a Dio. Non riusciremo mai a “saldare” il nostro debito, se non abbiamo l’umiltà di accettare che è Dio che ce lo condona tutto. Come dice il Salmo 48 ” L’uomo non può riscattare se stesso, nè pagare a Dio il suo prezzo”.
Per contro quel servo a cui il re ha condonato il debito, uscendo, incontra uno dei suoi compagni che gli deve cento denari ( per noi circa 5 euro!!!), ma, nonostante le suppliche, non ha pietà e lo fa sbattere in prigione. E’ il nostro atteggiamento verso chi ci fa dei torti: siamo capaci di perdonare di cuore, di azzerare i debiti, senza legarceli al dito? Io, personalmente faccio molta fatica. Questa sproporzione tra i nostri torti, che valgono come quei 5 euro, e Dio, che ce ne ha condonati 50 milioni, mi fa veramente pensare che tutte le nostre arrabbiature e i rancori sono tutta “energia sprecata”  che potremmo usare per costruire invece relazioni più sane nella pace del cuore che solo Dio nella sua immensa grazia ci può donare, e nella consapevolezza che nella nostra piccolezza saremo sempre in debito con Dio.

Tizi