PuntoGiovane

Testimonianze scritte

Testimonianza di ANDREA 3H prima parte

domenica, aprile 3rd, 2016

Cosa si può dire di questa convivenza? Beh! Partiamo dall’inizio….Siamo arrivati, è già avevamo invaso il Punto Giovane co n la nostra euforia di incominciare, abbiamo conosciuto gli educatori e abbiamo cercato, infine, di dormire (parola che nel nostro vocabolario era scomparsa durante questo periodo). Lunedì mattina siamo stati saziati dai prelibati muffin della Sofia, la quale ha continuato a farci ingrassare con torte al cioccolato, per non parlare dei buonissimi pancake con panna e Nutella. Lasciai stare poi i tornei di biliardino e le partite di Ping pong tra Paolo e Ciccio, le basi di Dechi con la batteria, super Mario e il pezzo di Mozart. L’iperattività di Sisca poi c’è sempre stata in qualsiasi momento. Durante tutta la convivenza ci siamo, soprattutto, uniti come gruppo e i rapporti sono migliorati, abbiamo conosciuto persone come Paolo, la Giulia, la Vale e Ciccio che ci hanno accompagnato durante questo periodo co la loro simpatia e ci hanno fatto vivere bellissime esperienze, ci hanno fatti sentire come una grande famiglia. Tutte le sere ci sono servite poi per comprenderci meglio sia come gruppo che come singoli, e mi sono piaciute tutte. Grazie a tutti ragazzi, mi avete fatto rivivere un’esperienza bellissima e indimenticabile…

Testimonianza di Sofia III D liceo Volta

giovedì, marzo 3rd, 2016

Eccoci qua, giunti alla fine di un’esperienza tutta da raccontare. Siamo arrivati qui domenica sera credendo che sarebbe stata una convivenza molto normale, con qualche risata, qualche pianto, e qualche litigata. Invece, si è rivelata tutta un’altra storia: possiamo dire di andare via di qua con un sorriso stampato in faccia, con le guance rigate dalle lacrime e tanti ricordi impressi nella mente. Ricordiamoci di quei cortissimi pomeriggi, perché volati, passati seduti su quelle poltrone con i joistick in mano, gli occhi incollati sullo schermo ad urlare per ogni partita alla Wii persa o vinta che fosse. Ricordiamoci delle sveglie di Gazzo messe alle 06.00 di mattina per farsi la doccia alle 06.40, delle partite giocate a bigliardino contro Bersani, della voce fioca ma potente della Semprini mentre ci spiegava matematica al pomeriggio, dei momenti passati dopo le due ore di studio obbligatorie a correggere le verifiche di storia e geografia dei bambini della Francy ma, soprattutto, non dimentichiamoci di martedì sera durante il quale abbiamo scoperto di volerci veramente bene e di essere una grande famiglia. Una famiglia unita nonostante tutte le diversità, le stranezze, le ansie, le paranoie ed i problemi mentali che affliggono ognuno di noi. Ricordiamoci inoltre della serata del lunedì, durante la quale abbiamo giocato ad Angeli e Demoni, con Andrea che accendeva e spegneva quella maledetta lampada accecandoci tutti, e della serate di mercoledì, che è stata per noi un momento di riflessione e di crescita personale. Dovremmo scusarci con la Vero per la confusione fatta nei corridoi mentre lei già dormiva, con don Franco per la musica a tutto volume durante i vespri, e anche con coloro che abitano qui, per la rottura di qualche piatto e bicchiere. Personalmente questa esperienza mi ha fatto conoscere meglio i miei compagni di classe ed anche me stessa. Per la prima volta mi sono sentita veramente importante e parte di una vera famiglia. Vi voglio bene ragazzi! Grazie per questa convivenza FOTONICA!Sofia   

Testimonianza di Valeria del Fellini

giovedì, marzo 3rd, 2016

Stasera vi racconterò la mia esperienza di questa convivenza. E’ inizato tutto domeniza sera, sono arrivata qui quasi euforica aspettandomi di vivere questi quattro giorni come una “vacanza”, invece è stato un percorso di crescita basato su quattro principi: accoglienza,condivisione,collaborazione e fiducia, giorno per giorno mi rendevo conto che ero circondata da persone fantastiche e che le mie compagne di classe in realtà sono delle vere amiche, ho ricevuto gesti e parole che non mi sarei mai aspettata. Purtroppo quattro giorni sono volati e le cose che mi mancheranno di più sono lo svegliarsi insieme, andare tutti in cappelina e darsi il buongiorno con il sorgere del sole,mi mncherà il pranzo e la cena insieme, mi mancherà l’ora di studio dove tutti aiutano tutti,e ammetto che mi mancherà anche la collaborazione nel servizio cucina, ma sopratutto mi mancheranno le serate in oratorio, dove non sai mai cosa ti aspetta, però alla fine vai a letto con un sorriso. Ho condiviso momenti felici e momenti tristi, e stasera ringrazio Dio e ognuno di voi, perchè in questa casa ho ritrovato la mia serenità e una famiglia. grazie di cuore , vi voglio bene.

La testimonianza di Nicole III D Liceo Volta

mercoledì, febbraio 3rd, 2016

Tutti ormai sapevano, che aspettavo questa convivenza dalla terza media e finalmente, dopo quattro anni, sono riuscita a realizzare questo mio desiderio. Questa sera l’unica cosa di cui ero a conoscenza fino a pochi giorni fa. Ciò che non sapevo, era come questa esperienza avrebbe segnato tanto la mia vita, riempito il mio cuore è svuotato la mia mente da tutte le preoccupazioni.Questa convivenza ha portato luce in un momento buio della ia vita, e mi ha permesso di provare emozioni vere, che non sentivo da tempo. Tutto questo ha portato pace, una pace che mi serviva davvero e per questo sono veramente grata a tutti voi che avete fatto parte di tutto ciò, rendendo la convivenza unica nel suo genere. Vi sto raccontando questo, per testimoniarvi che la convivenza può davvero migliorare la vostra vita, portando qualcosa di meraviglioso. 

Inoltre vi permette di conoscere i vostri compagni di classe, talmente a fondo da sentirli come fratelli…

Si, perché cari i MIEI FRATELLINI, e’ soprattutto merito vostro se ho avuto la possibilità di vivere tutto ciò, e vi ringrazio per esservi fidatI di me e per esservi buttai in questa esperienza nuova per tutti noi.

Vi voglio tanto bene bene

NICOLE 

 

Ai ragazzi delle convivenze del 2015

martedì, maggio 5th, 2015

Carissimi ragazzi solitamente siete voi a dare testimonianza delle convivenze nella messa conclusiva del Giovedì. Vorrei dare anche io, terminato l’anno, il mio umile apporto ai vostri scritti. Dire che è stato l’anno più bello parrebbe strano, ma è stato proprio così.  Vedete, quando sono diventato sacerdote, mi hanno fatto questo augurio: “Che ogni messa che vivrai sia più bella della prima“. Ecco, devo dire che per le convivenze funziona sempre così. Quelle che seguono sono sempre meglio di quelle che precedono. E sapete perché? Perché la convivenza la fanno i giovani e i giovani non vivono di nostalgie, ma di speranze, non vivono al passato ma al futuro. Per cui le convivenze sono tutte belle, ma le ultime sono sempre più belle delle prime. Non me ne vogliano i ragazzi dello scorso anno, e non me ne vogliate voi quando il prossimo anno dirò le stesse cose.

Poi voi ragazzi del 2015 siete anche un po speciali. Infatti diversi di voi son nati nel 1998 quando è nato il Punto Giovane. Il Punto Giovane ha quindi i vostri stessi anni. Gli anni più belli, gli anni dei sogni e degli innamoramenti, gli anni delle consapevolezze e dei progetti. Gli anni in cui si semina il futuro e già germogliano nei cuori i grandi ideali che segneranno la vostra storia.

Allora grazie ragazzi per aver abbracciato quest’anno il vostro coetano: il Punto Giovane.

Ora vi aspettiamo per un ultimo appuntamento: la Messa “Rock” domenica prossima. Ciascuna classe sarà ricordata durante la messa e a ciascuno sarà consegnato un “titolo onorifico”. Poi terminata la Messa, nell’oratorio vedremo insieme il video dei “brindisi” e premieremo quello più simpatico. A Domenica….

don franco

 

 

 

Testimonianza di Elisabetta Convivenza AlbaMater-San Lorenzo

martedì, maggio 5th, 2015

Vorrei iniziare questa testimonianza parlando della perfezione incarnata: Caterina Busca.
Caterina – tralasciando l’azzardata ironia – è stata in questi quattro giorni oggetto delle mie più bizzarre dimostrazioni d’affetto, in quanto lei mia protetta ed io suo folletto.
Il primo giorno l’ho ad esempio affogata di caramelle nascoste nell’armadio, nei cassetti, in tasche di giacche, maglie e zaini. Ogni volta che ne trovava un mucchietto esultava contenta ed io, che soddisfatta evitavo di ridere o fare qualsiasi cosa potesse destare sospetti, ero probabilmente più felice di lei.

Il bello della convivenza è che insegna a non svalutare la quotidianità. E’ una di quelle esperienze da cui ne esci col cuore colmo e con gli occhi sbarrati.
Davo spesso per scontato tornare a casa da scuola e pranzare con chi mi vuole bene; mi dava spesso noia ricevere rimproveri, rispettare gli orari. E la convivenza è cambiare prospettiva: notare in tutto questo il bello della vita.

L’umore di Caterina è cambiato drasticamente grazie a quelle caramelle, solo perchè sapeva che sotto c’era un folletto che si prendeva cura di lei.
Quanto ho capito è che tutta la vita è un mucchio di caramelle, nascoste sotto i vestiti, da Qualcuno.
E quel Qualcuno gioisce più di noi quando le troviamo e ringraziamo.

Non voglio banalizzare la routine, continuare a camminare e non vedere. Non chiediamo “i segni” ma impariamo a riconoscerli anche nell’evidenza.

Il percorso che abbiamo intrapreso in questa convivenza – incentrato sui discepoli di Emmaus – calza perciò a pennello.
Come questi hanno scoperto Gesù nel volto del forestiero solo nel vederlo spezzare il pane, così io ho realizzato quanto affetto provo per i ragazzi, gli educatori ed i don che mi hanno acccompagnata in questa esperienza solo poche ore fa.
Era il momento di leggere le lettere per il protetto e senza alcun ritegno io sono scoppiata a piangere. Non vi è una spiegazione logica, ma cosa più del pianto può esprimere quanto tutto questo abbia per me significato? Ero semplicemente felice di aver avuto l’opportunità di vivere la quotidianità con loro.

La convivenza fa questo – fa afffezionare, commuovere, gioire alla vita – senza grandi luoghi e grandi eventi, e se niente quindi è banale, non lo sarà certo concludere con – Vi voglio bene.