morte

Omelia al funerale di Mattia

mercoledì, gennaio 7th, 2009

Non è bastata la tua vitalità Mattia.
Non è bastata l’eroicità della mamma,
non è bastata la tenerezza della tua fidanzata e la solidarietà dei tuoi amici.
E neppure la generosità del tuo donatore e la professionalità dei medici.
E non sono bastate neppure le nostre povere preghiere distribuite in lungo e in largo per monasteri, conventi e perfino su internet.
E non è bastato neppure un papà nel cielo.
Tutto ciò che di più nobile e caro avevi non è riuscito nell’intento di strapparti alla morte.
Non è bastato mettere in campo la formazione migliore; questa volta la sconfitta è amara, implacabile, tragica  e senza possibilità di rivincita.

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Arrivederci in cielo: l’elaborazione del lutto!

martedì, gennaio 6th, 2009

ARRIVEDERCI IN CIELO

Prendere congedo da una persona amata fa male. Anche se tu ti dici spesso che dovevi pur fare i conti con la sua morte, che un bel giorno ella sarebbe morta, non puoi sottrarti al dolore dell’ addio. Deve essere sopportato e vissuto. Non puoi più parlare con la persona defunta, come accadeva in tanti bei dialoghi. Non puoi più guardarla negli occhi. Non puoi più abbracciarla, e sentire 1′odore della sua pelle. Lei non ci sarà più, quando tu ti sentirai solo/a, quando cercherai sostegno. Non entrerà più nella tua stanza, non si avvicinerà più a te. La sua camera, nella quale ha abitato, ora è vuota.
Congedo significa separazione. Tante cose ti hanno legato/a alla persona amata. In tante siete cresciuti insieme. Ora ti è stata sottratta. Ed è come se una parte del tuo corpo, del tuo stesso cuore, sia stata separata da te.
 

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