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Commenti ai Vangeli : Matteo

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Mt 13. 33-37

martedì, dicembre 9th, 2014

Mt 13. 47-53

giovedì, luglio 28th, 2011

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Parte di questo Vangelo ci risuona nelle orecchie già da domenica scorsa… Meno male, perchè mi sembra proprio bello e importante!

Troviamo Gesù che, come in tante altre occasioni, cerca di spiegare cosa sia il Regno dei cieli a chi ha di fronte, e, siccome di fronte si ritrova discepoli di ogni età, sesso, ceto sociale, ecc.., lo fa attraverso alcune parabole. Dice loro che  “il regno è simile (non uguale o “da identificarsi con”) ad una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci”; cioè: il regno, realtà futura ma già presente (quel famoso “già e non ancora”), riguarda TUTTI, bravi e cattivi, belli e brutti! (TUTTI = ogni genere di pesci). Quindi (GIA’, ADESSO) non è “roba” solo per chi va a Messa, in parrocchia, fa il bravo, prega tutti i giorni, e via dicendo, no, ha a che fare con tutti.

Tuttavia (in futuro, il NON ANCORA) arriverà un momento in cui tale rete (= regno) verrà svuotata dagli angeli i quali, come fanno dei bravi pescatori, si metteranno a “vagliare” i pesci uno a uno: quelli buoni da mangiare o da vendere li metteranno da una parte, quelli “fraidi” li sparano nella mondezza! NB: l’immagine dei pescatori è forse a noi oggi poco comune, nonostante abitiamo in località di mare, ma che rende bene; si presentasse a noi oggi, Gesù ci parlerebbe probabilmente utilizzando altre immagini, ad esempio chi va in spiaggia a raccogliere conchiglie: lì per lì gli sembrano tutte belle o, ancor meglio, valevoli di essere prese in considerazione, poi, una volta a casa, le controlla bene e quelle che non gli piacciono le scarta.

Ciò che annuncia il Maestro ai discepoli, in questo contesto, è una di quella pagine bibliche che non vorremmo sentire, ci dice infatti che “gli angeli separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente (ritengo ormai da tempo che il caldo estivo sia in realtà una pre-gustazione negativa dell’Inferno!), dove sarà pianto e stridore di denti (cioè disperazione e rabbia)”, ma ci piaccia o no è quanto Gesù ha detto, dunque da prendere in considerazione. Tra l’altro stempera un po’ quel buonismo abbastanza soft al quale siamo abituati..

Da buon Maestro, poi, Gesù chiede agli “alunni” se hanno capito; loro – mi immagino la scena – all’unisono gli rispondo: “sì maestro!”. E aggiunge: “Per questo ogni scriba (= esperto della Bibbia, quindi di ciò che Dio dice all’uomo), divenuto discepolo del regno (= che si mette a seguirmi), è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”: BELLISSIMO!!! Gesù ci stà in pratica dicendo che ognuno di noi, se utilizza i doni che ha (intelligenza, passioni di vario tipo, abilità specifiche, anche caratteriali, ecc..), se cioè fa fruttare lo scriba che è in lui, è come un uomo che, “ravanando” tra ciò che possiede (m’immagino in soffitta o in cantina) si rende conto di avere, già da tanto tempo, “cose nuove e cose antiche”, ovvero doni che il Signore non ha la minima intenzione di togliergli, bensì di mettere a disposizione di chi gli sarà “prossimo”. Insomma: TUTTO CIO’ CHE SIAMO, CI PIACE, ABBIAMO FATTO O VISSUTO, E’ BENE E BELLO! Rimane cattivo e brutto (come i pesci buttati) se ce lo teniamo per noi.

Finito di parlare, Gesù smamma..

Slim