
“Insegnava come uno che ha autorità”
Gesù entra nella sinagoga di sabato e inizia ad insegnare. Ciò che colpisce i presenti è l’autorità con cui insegna, sentono in Gesù un carisma che gli viene da dentro, viene da Dio, in netta contrapposizione con gli scribi che pensano di essere l’autorità facendosi forti dell’autorità dei testi e delle scritture.
Nella sinagoga succede un fatto importante, una guarigione, il diavolo riconosce Gesù e parla per bocca del malato, capisce che il suo potere sull’uomo sta per finire e si ribella alla presenza di Gesù che riconosce come il “santo di Dio”. Qui Gesù mette in pratica la sua autorità, passa dall’insegnamento, si potrebbe dire dalla teoria alla pratica.
Ordina allo spirito impuro di uscire da quell’uomo, e così accade tra lo stupore e lo spavento dei presenti che si domandano cosa stia succedendo: “un insegnamento nuovo dato con autorità”.
Ciò che torna in questo brano di Vangelo è l’autorità di Gesù, con cui Egli parla e agisce e non è una questione di potere, ma di libertà interiore e di consapevolezza del fatto che comunque questa autorità viene da Dio.
Questo mi fa riflettere su una cosa e mi fa sorgere una domanda:
noi cristiani quanto siamo capaci di parlare e agire con la stessa autorità?
Quanto siamo capaci di parlare e agire come uomini e donne veramente liberi che non si lasciano condizionare dai soliti giochetti di potere che si possono ritrovare in tanti ambiti della vita?
Tante volte mi rendo conto di quanto sia facile restare incastrati dentro la seduzione del potere, del voler possedere sia cose che idee, allora diventa veramente fondamentale la Grazia di Dio che ti libera da tutto questo. La vera libertà da cui scaturisce anche l’autorità, quella “sana”, solo Dio la può dare.
Tizi