Il 15 Ottobre 1998, giorno in cui la Chiesa festeggia Santa Teresa d’Avila nasceva il Punto Giovane.
Ecco la storia di quei giorni che precedettero il 15 ottobre 1998:
“I giorni che precedettero quell’ inaugurazione furono pieni di movimento, probabilmente come questi.
Già a Settembre era tutto pronto per lanciare il nuovo progetto. Veramente con gli educatori ci dovevamo preparare “spiritualmente” con una bella gita in Sicilia il mese prima, ma quando nella mattina di Agosto designata ci siamo trovati sotto il piccolo colonnato di san Lorenzo per partire eravamo in tutto ben 5. L’ultimo dei tanti che ci ha dato buca, oltre l’allora don di san Martino Andrea Tagliani, è stato Marco Volpe chiamato alle armi proprio in quei giorni. Se poi volete sapere quanti mesi… ehm.. giorni ha fatto il Volpe al militare….chiedetelo a lui. Comunque a titolo di cronaca vi elenco lo storico gruppo che si è preparato “spiritualmente” per lanciare il Punto Giovane: Gianluca Monti (Gian, allora ateo ideologico e marxista praticante oggi “quasi credente” e corresponsabile della chat amica), Oscar Casali (allora devotissimo ed oggi pure) Francesca Cevoli e Simona Barella (allora semplici educatrici, oggi angeli custodi del Punto) Davide Pedrosi (allora ingenuo ragazzotto, oggi alle soglie del sacerdozio) ed infine don Franco e don Mimmo Sideli (oggi rettore magnifico del seminario di Cefalù) che da buon siciliano ci ha accompagnati dappertutto.
Dicevamo che è stato il campo di Settembre a far partire il tutto.
Infatti partecipando ai campi tradizionali dell’Azione Cattolica abbiamo potuto servirci di due case vicine (anche se una era in Italia e una in Francia…!) convogliando da una parte le parrocchie Fontanelle e san Lorenzo a Montginevre e dall’altra san Martino e Miramare a Claviere. Nel mezzo del campo abbiamo vissuto una giornata comune e lì don Franco Mastrolonardo e don Andrea Tagliani lanciarono all’interno di una celebrazione eucaristica il nuovo progetto del Punto Giovane. Per l’occasione fu consegnato un mattoncino che qualcuno ancora oggi fedelmente conserva. C’erano quasi 150 giovani quel giorno a Montginevre e tutti presero un impegno preciso per il nuovo progetto scrivendo su un foglio la partecipazione ad una delle tante attività che il Punto Giovane chiedeva.
Nella casa di san Lorenzo e Fontanelle, diretta splendidamente dai capicampo Maruska ed Oscar successe anche una simpaticissima gag: nella bacheca delle preghiere che i ragazzi affiggevano ce ne era una che diceva così: “se non amassi Dio credo che arriverei ad amarlo stando in montagna” firmato Alberto Marvelli. Un educatore impressionato dalla bella frase a fine campeggio ci disse: “siamo alla fine del campo e pensate che non ho ancora conosciuto questo Alberto Marvelli!!!!”
Effettivamente a Riccione pochi giovani ancora conoscevano Alberto, ma di li a poco ci mettemmo in moto per promuovere con tutti i mezzi a nostra disposizione la sua bella figura.Tornati dal campeggio tutti in moto per preparare l’inaugurazione. Da dove partire? Imparammo in quei giorni che la prima cosa da fare per lanciare un evento è realizzare un logo o uno slogan. A chi far fare il logo? Ci venne incontro Oscar Casali che conosceva un amico grafico, un tale Giuseppe Savoretti allora illustre sconosciuto, oggi capofila politico della Margherita.
Fu lui che impostò il logo del Punto Giovane, logo che poi negli anni rimase sostanzialmente il medesimo con l’aggiunta dell’aureola e degli effetti grafici realizzati da Valentino Aluigi.
Fatto il logo ci si recò in tipografia per un primo manifesto. Chiaramente l’obiettivo era spendere poco e niente.
Così ricevemmo la prima fregata del Punto Giovane. La tipografia ci stampò un manifesto inguardabile e pieno di errori. Capimmo la prima lezione: mai fidarsi delle offerte a basso prezzo!
Si cambiò tipografia, pagammo qualcosa in più e venne fuori una roba quasi accettabile.
Il 18 settembre 1998 facemmo un passo indispensabile per destreggiarci nella complessità della vita sociale. Infatti non avendo una parrocchia di riferimento, visto che il Punto Giovane è espressione della pastorale giovanile di più parrocchie sul territorio, si è pensato alla costituzione di un’associazione che ci ufficializzasse di fronte alle istituzioni cittadine e sociali. Fu veramente una mossa azzeccata, poiché inserì il Punto Giovane nella “res pubblica”. Arrivò il primo progetto: un finanziamento relativo alla legge 285 che portò alla neo associazione ben 30.000.000 di vecchie lire.
Tutto era pronto per l’inaugurazione. A celebrare la messa solenne fu don Tonino Brigliadori allora vicario del Litorale sud. Poi i concelebranti: don Mirco Mignani, don Fabrizio Uraldi, don Andrea Tagliani, don Franco Mastrolonardo, don Andrea Tagliani e don Paolo Donati. La Chiesa di san Giuseppe era strapiena: tantissimi giovani e giovanissimi. Fu davvero un bell’inizio. Dalla Chiesa si uscì in processione per arrivare alla casa dove fu tagliato l’immancabile nastrino, con tanto di foto e brindisi.
Per l’occasione gli scouts costruirono una struttura sopra il cancello con annessa la scritta Punto Giovane disegnata con le bombolette spray dagli amici writers.
Quella notte al Punto dormì la prima convivenza: Francesca Cevoli e Davide Pedrosi come continuità, la Sarah Stocchi (come aiuto continuità), l’Eleonora Cappelli, Giulio Marconi e Claudia (incinta al settimo mese di Chiara) e don Franco.
Ecco alcune autorevoli testimonianze di quei giorni: “Dal giornale vengo a sapere che domani ufficialmente si inaugura il centro giovani. Augurissimi e che Dio benedica ogni vostra fatica”. Un abbraccio don Guido Benzi
“Cari amici di puntogiovane. Sono finalmente riuscito ad aprire le vostre pagine. Complimenti e auguri vivissimi per la vostra idea. Sarebbe bene, ma con gente esperta come voi l’avrete già fatto, comunicare a tutto the word la vostra iniziativa su internet. Nella prima pagina metterei anche un calendario con gli appuntamenti del “punto”. Se non erro la vostra pagina non è ancora stata segnalata sul sito che raggruppa le varie esperienze cattoliche. Fate un pò di gran can perché la vostra iniziativa è grande. Mi attendo molto, anche come contributo alle pagine del Ponte Giò dalla vostra pagina aperta. A presto. Vecchio Giò (Tonelli)
Ho sbirciato immediatamente nella vostra pagina. Mi pare che facciate cose toste. Tenetemi informato di tutto perché mi interessa, anche per collegarsi con tanti altri giovani che come voi stanno tentando di annunciare Cristo dovunque, partendo dalla propria vita. Ciao e buon Natale. Don Domenico Sigalini.
Fu da subito un’esplosione. Chitarristi, batteristi, tastieristi e addirittura un trombettista, Alberto Piccini, vennero a proporre corsi di insegnamento. Alcuni partirono, altri no, altri a sprazzi.
La partecipazione più numerosa fu quella al corso di teatro. Al primo incontro c’erano circa 40 ragazzi e diversi di loro intrapresero fedelmente la strada del teatrante. Regista del tempo, prelevato da san Lorenzo: Massimo Battelli.
Le sale dell’oratorio a quel tempo venivano scaldate con stufe a gas. Era Marco Gessaroli che puntualmente si incaricava di portarci le bombole e di insegnarci come fare per accendere. Effettivamente le stufe non erano molto pratiche e soprattutto i musicisti non erano molto facilitati nel suonare i loro strumenti; dal freddo si salvava giusto il batterista.
Tommaso Bottalico e Stefania Achilli incominciarono il corso delle attività manuali che vedeva la partecipazione di alcune mamme e di insegnanti ma anche di ragazzi con problemi di handicap.