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Commenti ai vangeli

Mc 6. 14-29

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Erode, sovrano vizioso e debole, succube del potere e dei desideri materiali.
In lui vedo il mondo di oggi, cosi preso dai piaceri e dal desiderio di avere e possedere, immerso nel buio del materialismo che non lascia spazio allo Spirito.
Erode pur non avendo inizialmente intenzione di uccidere Giovanni Battista, lo fa per adempiere ad una promessa fatta. Cosa sarebbe successo se avesse deciso diversamente? Se avesse deciso di non mantenere la promessa salvando così la vita di Giovanni? Sicuramente sarebbe stato ripudiato da Erodiade e disonorato, con tutte le conseguenze del caso e lui lo sapeva benissimo. Per questo ha deciso di far uccidere un innocente. Il suo onore era più importante della vita di un altro uomo.
Così come oggi il mondo vede più importante l’egoismo di una libertà senza rispetto per la vita.

Eppure chissà quanto si sarà sentito minacciato quando le voci che giravano su Gesù sembravano annunciare che Giovanni Battista era risorto…. stupore, preoccupazione, rabbia, paura… chissà quali pensieri, quali sensazioni, quali soluzioni per affrontare una conseguenza inaspettata… ed ecco, nonostante la sua posizione, l’ impotenza di Erode di fronte a fatti che superano l’umana comprensione.
La malvagità dell’uomo si deve arrendere di fronte alla potenza di Dio che può operare qualsiasi cosa, poichè a Dio nulla è impossibile, Lui unico vero giudice. Di fronte a questo nessun potere temporale può opporsi.

Noi a volte quando cerchiamo il nostro piacere siamo disposti a sacrificare ciò che di buono abbiamo, come la dignità, l’amicizia, l’amore….e inevitabilmente lasciamo in disparte Dio ed il bene che porta nella nostra vita. Così come Erode, non diamo importanza al valore reale delle cose, ma solo all’ottenere ciò che vogliamo.
Non è sbagliato inseguire i propri desideri, prendere dal mondo ciò che ci serve. Il creato è dono di Dio, ed è stato consegnato nelle nostre mani, ma non ci è stato dato per esserne schiavi, ma per servircene per il bene nostro e degli altri.

Giovanni Battista, simbolo della fedeltà e della fermezza nella propria missione di fede, precursore nella vita e nella morte di Gesù Cristo. Ucciso dai potenti perchè scomoda era la sua testimonianza. Come la chiesa oggi, osteggiata dal mondo che ne ridimensiona i valori che insegna, perchè tutto sia lecito, senza conseguenze, vanificando la presenza dello spirito e deificando ciò che è soltanto terreno.

Io credo che uno dei problemi più grandi della condizione umana sia la comprensione. Ci riesce difficile comprendere il vero messaggio di Gesù. Siamo prevenuti. Chiunque cerca di modificare la nostra realtà viola la nostra libertà e non lo vogliamo, lo evitiamo, lo scacciamo e ci chiudiamo nel nostro mondo dove tutto è illuminato da una luce fioca che ci permette di vedere solo ciò che vogliamo. Non permettiamo alla luce Vera di entrare ed illuminare la verità perdendo così la possibilità di vedere il volto di Gesù, chi è, cosa ci chiede, cosa ci dona, cosa vuole dirci e cosa rappresenta per noi.

Gesù che è la salvezza, la speranza,  per un mondo schiavo di se stesso, la Via che salva dalla dannazione, la Via che apre le porte della gioia eterna. Colui per il quale il Battista è morto preparndone la strada.
Se solo comprendessimo a pieno cosa Gesù vuole portarci con i suoi insegnamenti, non conosceremmo la paura di perdere qualcosa, poichè in Lui troveremmo tutto, poichè tutto è in Lui.
Marco A.

C’è un po’ di Erode in ognuno di noi

Ciao a tutti, il commento al Vangelo, oggi sta a me e lo scrivo ora, appena tornato dal lavoro. Beh, il vangelo di oggi è un po’ particolare c’è chi potrebbe definirlo anche un po’ cruento. Per chi non lo avesse letto, racconta della morte di Giovanni il Battista per opera del re Erode. Oggi mi è capitato di pensare alla figura di Erode. Siamo tutti abituati a pensare ai personaggi come lui, i farisei, Giuda ecc. come a delle bestie nere, dei cattivi assoluti e a volte, giudicandoli così categoricamente rischiamo di dare giudizi un po’ affrettati, dimenticandoci che in fondo impersonificano atteggiamenti che non ci sono poi così sconosciuti. In fondo, io in Erode, ho visto un debole, non un cattivo, uno che non è riuscito a guardarsi troppo dentro, che ha intravvisto in Giovanni una voce di verità forse una verità scomoda, e ne ha avuto paura e ha fatto un po’ come pinocchio con il grillo parlante. Non solo ha avuto paura di Giovanni, ma è stato debole con tutti gli altri cedendo alla volontà della moglie, di Salomè ecc. e ne ha ricavato una sostanziale infelicità, non potere, ma insicurezza. Non penso che abbia avuto una vita molto felice… Aveva paura della verità anche sapendo Giovanni morto, temendo Gesù come sua incarnazione. Penserete: – che cosa c’entra con la nostra vita? Pensateci un po’, vi è mai capitato di essere in conflitto con la vostra fede? Vi è mai capitato di aver preferito qualcos’altro alla via di Gesu’ solo perchè avevate paura che non fosse “divertente” o perchè non avevate voglia di cambiare? Forse c’è stato un po’ di Erode in ognuno di noi.
Ciao A tutti da Fabio

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