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Commenti ai vangeli

Matteo 6. 7-16

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“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”. Il Vangelo di oggi, mi ha profondamente scosso… ed in modo del tutto inaspettato. Non avrei mai creduto che il “Padre Nostro” potesse sconvolgermi a tal punto… invece l’ha fatto! Nonostante conosca questa preghiera fin dalla tenera età, mi sono reso conto di come, in questi lunghi anni trascorsi nel buio della lontanza dalla Luce di Dio, fosse diventata per me (e provo ora grande “vergogna” nel dirlo!) una filastrocca priva di significato, recitata senz’anima, in modo automatico e saltuario, a volte addirittura come mera merce di scambio. Mi sono sentito infinitamente piccolo e miserabile e ho visto l’ “Immenso Vuoto” generato nella mia vita dalla superficialità. Poi però, dopo aver toccato il fondo, ho pensato alla splendida giornata che ieri mi è stata regalata, all’opportunità di un nuovo inizio che mi è stata offeta… ed ho pensato che forse il Signore potrebbe aver perdonato la mia lunga assenza dandomi la possibilità di aprirmi, mettermi in discussione e perdonare a mia volta… partendo proprio dal perdonare me stesso. Quanto tempo e quante energie ho sprecato in questi anni in inutili battaglie e rancori, perdendo di vista la semplicità delle cose ed attraverso questa i veri obbiettivi: PACE, SERENITA’, GIOIA… il Tuo REGNO Signore! Ora ho ricominciato a lasciarmi andare mettendomi in ascolto e cercando di comprendere quale sia il Tuo disegno per me; a saziarmi del Tuo pane quotidiano evitando di compensare col cibo vuoti che Tu stai colmando nella mia anima; a dare un senso e un peso alle parole; a darmi agli altri incondizionatamente ed accettare ciò che da loro viene senza calcoli e pretese. Non Ti chiedo, infine, Signore di non indurmi in tentazione, poiché so come certe prove ed ostacoli siano necessari per poter crescere ed avvicinarmi a Te; Ti chiedo solo di essermi vicino e consigliarmi nei momenti difficili… di darmi coraggio e forza per prendere decisioni ed assumermi le mie responsabilità. Tutto questo, negli ultimi giorni, si sta verificando! E non potevo immaginare una risposta migliore a tanti miei dubbi e domande! Grazie, F. Sia fatta la tua volontà, anche se dolorosa, accettala, non pensare che Dio ti abbandoni anche se ogni cosa ti sembra nemica, anche la vita. Te la prendi con il mondo e la sua disparità, con gli altri, con te stesso e con Dio che sembra essere sordo, onnipotente e sordo, sembra non intervenire anche se potesse ma Dio ti mette alla prova, non è un dio di comodo, è un Dio che vorrebbe anche sapere cosa pensi te di lui – e voi chi dite che io sia? Il segreto è amarsi, avere compassione di sé che diventi misericordia per i propri limiti e così aprirsi agli altri e a Dio. Gesù ci insegna a pregare Dio, il Padre Nostro, con poche parole, perché Dio già sa tutto quello che le persone in preghiera hanno da chiedere e il Padre Nostro ci insegna che la preghiera non è un chiedere ma un rivolgersi a Dio chiamandolo Padre. Mi piace il modo con cui Isaia si rivolge a Dio (Is 63), con risentimento e recriminazione, ma comunque e sempre Padre Nostro, anche se qui non è invocativo, è un dito puntato, quasi un’istanza legale: noi siamo tuoi figli, come puoi abbandonarci, Tu, Signore che sei nostro padre, tu che sei il nostro redentore. È anche questa la Sua funzione nei nostri confronti, un vero e proprio compito verso i figli, una paternità che è insieme affetto e tutela. Noi siamo l’argilla e tu il nostro vasaio: non siamo altro che un manufatto nelle mani di Dio. Il credente è colui che fa suo il participio presente del verbo credere, colui che rinnova il suo credo continuamente, dà del tu a Dio e diffida da chi parla a Dio in terza persone presentendo già una separazione, una lontananza. Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver fecondato la terra così la Parola feconda la nostra vita quotidiana. È attraverso la Parola che il Padre rimane in noi in una nuova creazione, conversione, fecondazione assistita dall’alto. Attraverso la Parola Gesù vive in noi. La Parola è la verità che ci avvolge. Tramite la Parola Gesù entra in noi e opera tramite noi. luca il vangelo di oggi ci chiede di riflettere sulla preghiera, sul nostro dialogo con Dio. il vangelo di oggi ci chiede di riflettere sulla preghiera, sul nostro dialogo con Dio. Attraverso la preghiera noi ci fermiamo, riflettiamo e conosciamo noi stessi.. facciamo un lavoro INTERIORE che è indispensabile per affrontare la società di oggi che porta la nostra attenzione all’ESTERIORITA’, alla superficialità delle cose e alla sola apparenza.Oggi riceviamo un consiglio su come pregare.. Gesù ci chiede SEMPLICITA’… ci dice che non è importante la quantità delle parole .. che lui sà di quali cose abbiamo bisogno, Gesù ci dice che Dio ci conosce… ci conose più di noi stessi… poi chè è lui creatore… lui “SA DI QUALI COSE ABBIAMO BISOGNO” e questa è una cosa meravigliosa… Dio che ci é vicino… che è attento ad ogni sua creatura… che ci chiede di chiamarlo “PADRE” … non importa che le parole che usiamo siano tante… importa solo che ci AFFIDIAMO a lui…che gli chiediamo: “SIA FATTA LA TUA VOLONTA”. “Non sprecate parole..”..quante volte ne butto io al vento di parole,anzichè dire solo sì sì, no no? Forse perchè non credo fino in fondo che Dio è mio Padre? Mio Padre mi conosce, mi scruta, sa di che amore io ho bisogno di essere amata.Quante volte dico :”Padre nostro” senza nemmeno rendermi conto di che cosa fino in fondo io stia dicendo? Quante volte ho “preteso” di perdonare, senza che però ciò, fosse realmente un dono? Per quanto tempo, mi dico, sarò come i farisei? Conosci te stesso, e allora conoscerai Dio; perdona te stesso, per essere “per-dono” per gli altri: ecco ciò che mi dico, via “obbligata” per me, per non essere più fariseo ma, libera FIGLIA di Dio. Laura “sia fatta la tua volontà”. Il vangelo di oggi è molto affascinante in quanto Gesù ci insegna a pregare affidando la nostra vita al Padre che è nei cieli. Dio ci inserisce in un progetto e dentro questo dobbiamo poi operare l’amore con le fatiche, le croci e le gioie. In questo modo Gesù ci invita a pregare con il cuore rivolgendo il nostro essere al Padre, il quale sà già senza bisogno di chiederlo di cosa abbiamo bisogno, noi non dobbiamo far altro che dire “SI” alla sua volontà che è anche la nostra. Dobbiamo da Lui farci plasmare ed attingere la sua Santità, avere pienamente fiducia non dimenticando che siamo suoi figli, ed un Padre per il figlio vuole soltanto il bene e la felicità. Credo che tutto ciò non sia facile ma con la Grazia di Dio tutto è possibile! Concludo con una semplice ma intensa preghiera fatta da S.Francesco davanti alla croce di S.Damiano: “oh Altissimo e Glorioso Dio, illumina le tenebre de lo core mio, damme una fede retta, speranza certa, carità perfetta, damme senno e conoscimento, che io compia sempre il tuo Santo e Verace comandamento”.

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