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Omelia al funerale di Mattia

Non è bastata la tua vitalità Mattia. Non è bastata l’eroicità della mamma, non è bastata la tenerezza della tua fidanzata e la solidarietà dei tuoi amici. E neppure la generosità del tuo donatore e la professionalità dei medici. E non sono bastate neppure le nostre povere preghiere distribuite in lungo e in largo per monasteri, conventi e perfino su internet. E non è bastato neppure un papà nel cielo. Tutto ciò che di più nobile e caro avevi non è riuscito nell’intento di strapparti alla morte. Non è bastato mettere in campo la formazione migliore; questa volta la sconfitta è amara, implacabile, tragica  e senza possibilità di rivincita. In questa partita oggi perdiamo un figlio, un fratello, un amico. Perdiamo un volto solare, un sorriso genuino, un germoglio di purezza, un cuore generoso. Oggi perdiamo anche il sapore della giovinezza, lo sbocciare di un innamoramento, un avvenire di belle speranze. Oggi vengono trafitte le attese di guarigione, le grida di aiuto, le suppliche e le invocazioni, la richiesta di senso a tutto ciò. Non ci rimane neanche un perché: tutto tace! Tutti speravano Mattia nella tua guarigione. Ci era ovvio pensarla, ci era naturale prevederla. Almeno per la logica retributiva a cui noi uomini ci appelliamo in casi come questi. La morte di papà Giorgio poteva trovare senso nella tua guarigione fisica. Ci è stato tolto anche questo nobile e, se vogliamo, spirituale pensiero che ciascuno di noi custodiva gelosamente nel cuore. Non ci rimane niente: ogni sogno, ogni segno, ogni profezia, ogni poesia…..tutto è stato spazzato via dalla constatazione della cruda realtà. Se non troviamo un senso a tutto questo, dobbiamo e possiamo trovare almeno un riferimento analogo. Così, aiutati dal Vangelo di oggi, andiamo anche noi a Gerusalemme in quel leggero altipiano che tutti chiamavano Golgota. Anche lì un figlio muore dopo una straziante sofferenza. Anche lì un figlio che aveva perso il papà Giuseppe qualche anno prima. Anche lì una madre eroica Maria che vive fino all’ultimo respiro l’agonia del figlio: la vediamo forte e addolorata, tenace e impotente! Anche lì una morte spiazzante, anche lì una morte ingiusta, anche lì sono crollati i sogni, gli ideali, le speranze di tanti. “Speravano fosse lui a ricostruire Israele”, così commentavano delusi i discepoli di Emmaus il giorno della morte di Gesù. Siamo tutti lì in quel venerdì Santo dove neppure l’onnipotenza di Dio ha potuto salvare il suo figlio dalla morte. “Da mezzogiorno alle tre si fece buio su tutta la terra”. Così oggi è buio. Non posso non rispettare questo momento. Per questo celebriamo con il colore viola, il colore del lutto, perché nessuno di noi può affrettare queste ore. Ciascuno di noi, specialmente Teresa, non può non stare che sotto la croce oggi, come Maria! “Stabat mater dolorosa iuxta crucem lacrimosa”. Lasciamo allora che il lutto prenda il tempo necessario. Il suo obiettivo è quello di intraprendere una relazione nuova con Mattia, una relazione che non trattiene per se, ma lascia libero e riesce ad accettare con gratitudine che egli ti accompagni dal cielo. Carissima Teresa, in questo tempo di lutto ti capiterà spesso di constatare che le persone che ti stanno attorno sono incerte e non sanno come comportarsi. Hanno paura di parlare con te di Mattia. Forse temono le tue lacrime, il tuo dolore, il tuo lutto. Non lasciarti però condizionare dai loro timori. Anche se per te è difficile incontrale, come già stai facendo. Racconta loro ciò che provi. Abbi l’audacia di parlare con loro del tuo dolore. Troverai la forza? Si la troverai. Sappi che in quel cuore trafitto esiste una sorgente di vita divina che non si inaridisce mai. Elaborando il lutto troverai la fonte dello Spirito Santo alla quale potrai sempre attingere. Qui sperimenterai l’amore per Mattia e Giorgio in una relazione nuova. Certo il lutto aprirà vortici vertiginosi nel tuo cuore. Anche se ti fa paura, non ignorare l’abisso del tuo dolore. Anche se le lacrime sono inesauribili, anche se non ti senti più la terra sotto i piedi, non sprofonderai mai al di sotto delle mani di Dio. Non andrai a fondo. Questo rinnovato lutto trasformerà il tuo dolore in un amore immenso. Ti permetterà di entrare in quel sacrario dove incontrerai Mattia e Giorgio non da morti ma da vivi. Si Teresa. Concludo con questo annuncio pasquale: Mattia e Giorgio oggi sono vivi in Gesù. Il dolore tuo, dei tuoi familiari, di Valentina, degli amici di Mattia si aprirà alla luce della Risurrezione. E’ certo. Quel venerdì Santo non si è concluso con una sconfitta. Gesù ha vinto la morte per sempre. Mattia e Giorgio ora sono nella vita e li stanno ricostruendo la loro, la vostra casa. Li le potenzialità di Mattia saranno infinite, il suo sorriso sta già conquistando le schiere dei santi, la sua gioia sta già inondando i cieli. Li in paradiso, dove coincidono gli opposti, li Mattia potrà tifare allo stesso modo Roma e Rimini anche quando le due squadre giocheranno contro. E questa volta senza più ansie da prestazione, senza più paure, senza più sconfitte perché in paradiso è una vittoria continua. Caro Mattia, caro piccolo ultras, cerca lassù qualche tuo collega per tifare nel grande stadio del Paradiso. E canta per noi, canta per la mamma e quando arriverà il grande giorno prepara una bella coreografia di striscioni e fumogeni per accoglierci nella casa d’amore che con papà Giorgio state preparando. Addio Mattia
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One Response to “Omelia al funerale di Mattia”

  1. Tiziana Says:

    Non sò commentare… posso solo dire quanto mi ha commossa il grande AMORE che avete per Mattia.. non ti conosco, ma mi unisco anch io a chi ha la certezza che ora starai catalizzando, verso te tutti i Santi in Paradiso… buon viaggio pieno di Luce, senza più ombre… Tiziana

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